Bologna, con la supervisione di Mihajlovic è tutt’altra cosa: lo dicono i risultati… – La Gazzetta dello Sport

Bologna, con la supervisione di Mihajlovic è tutt’altra cosa: lo dicono i risultati… – La Gazzetta dello Sport


Sinisa si è assentato completamente dalla squadra in tre partite. Nelle altre era in panchina o ha gestito da remoto. E la differenza tra averlo e non averlo si nota

La differenza fra averlo e non averlo è ormai materia di studio. Avere o non avere lui, ovviamente: Sinisa Mihajlovic. Pochi giorni fa a Roma il coordinatore delle aree tecniche Walter Sabatini ha scolpito una frase: “Non ci è mancato l’allenatore, no. Ci è mancato Mihajlovic”. Un po’ come alla Gazzetta ha raccontato il vice-fraterno di Sinisa, Miroslav Tanjga: “Prendete il Liverpool e toglietegli Klopp per otto giornate: secondo voi come giocherebbero i Reds?”. Sinisa sposta. E lo ha fatto anche ieri da… remoto, chiuso fra schermi, auricolari e adrenalina, nella sala principale di Casteldebole, quella relax che di relax non è stata.

Tre gare assente —  

Sinisa – si sapeva ma lui l’ha raccontato meglio e a modo suo – è completamente mancato in tre partite: il trapianto di midollo lo ha fatto il 29 ottobre, prendete il calendario e guardate gli impegni. “Avevo 40 di febbre tutti i giorni, non ero in grado di star dietro alla squadra – ha detto il tecnico serbo -: ne hanno perse tre. Ma rimetterò a posto le cose”. Una dopo l’altra sono arrivate le legnate contro Cagliari, Inter (per una sciocchezza all’ultimo secondo) e Sassuolo, la prima e la terza gara giocate poco, male o quasi niente. Sinisa conta, non ci sono dubbi.

Il cuore —  

Ed è contato certamente nella vittoria di Napoli (sette anni dopo l’ultima) perché alla squadra ha parlato prima (non all’intervallo) ribadendo un concetto chiaro: il cuore. E con quello può succedere tutto. Sinisa in panchina ha vissuto 4 delle 14 gare giocate (Verona, Spal, Lazio, Juventus: 5 punti), in 3 è stato forzatamente assente (appunto Cagliari, Inter e Sassuolo: zero punti) e nelle altre ha sempre sostenuto i suoi da remoto: dalla rimontona di Brescia (quando poi la squadra lo andò a trovare al Sant’Orsola) alla vittoria contro la Samp in casa, quella del 27 ottobre che ha preceduto il successo a Napoli più di un mese dopo. Due gare lo hanno fatto arrabbiare di brutto davanti allo schermo: quella di Udine e quella contro il Parma dalla quale poi è nata la sua frase in conferenza “Sono inc… nero coi giocatori”. Che al San Paolo lo hanno accontentato.

No Udine, sì Napoli —  

Ieri notte una cinquantina di tifosi è andata ad attendere la squadra di ritorno da Napoli a Casteldebole. Grande festa e voglia di calcio ben oltre la mezzanotte. Mercoledì il Bologna sarà a Udine per il turno di Coppa Italia: Sinisa, che dirigerà gli allenamenti in questi giorni, in Friuli non ci sarà. Troppo freddo (sono previsti zero gradi). Guiderà ancora da remoto, per poi provare ad essere nel proprio teatro (in Dall’Ara) l’8 dicembre, Bologna-Milan. Per la quinta volta in questa stagione. E quando Mihajlovic c’è, si sente.

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