Coppa Italia, da Cutrone a Piatek i resuscitati – La Gazzetta dello Sport

Coppa Italia, da Cutrone a Piatek i resuscitati – La Gazzetta dello Sport


Il trofeo ricostituente per molti. il neo Viola va in gol al debutto dopo lungo digiuno in Inghilterra. Il milanista mette da parte le difficoltà con gol e assist, così come l’interista che non gioca mai. E persino Insigne…

La Coppa Italia potrebbero prescriverla negli ambulatori: una sorte di iniezione di ricostituente. Naturalmente dipende qual è il punto di osservazione. Per qualcuno funziona, per altri meno: vitamina o purga. A seconda dei casi, appunto. C’è chi in questi ottavi di finale è salito in rampa di (ri)lancio. Il turnp ha fatto benissimo alla Fiorentina in panne, che addirittura in dieci, ha eliminato l’Atalanta, la più bella del reame (non in base ai punti). Che però, parole di Gasperini prima del match, aveva messo la Coppa nostrana al terzo posto del ranking per importanza dietro campionato e Champions. Forse non immaginava una Viola così battagliera e anche, forse, un pelo fortunata. Ma critiche alla tifoseria fiorentina a parte, rea di averlo insultato, il Gasp ha ammesso: “Loro volevano il risultato più di noi”.

Il ritorno al gol—  

E poi c’è stato il gol di Patrick Cutrone, appena arrivato dall’Inghilterra, dove per sei mesi era andato (quasi) in bianco per presenze e gioie da realizzazione. Un gol che fa morale, in vista dell’impegno contro il Napoli con in ballo tre punti, pesanti, per togliersi dall’imbarazzante posizione di retrovia. Ma la Fiorentina non è l’unica ad aver sfruttato questo palcoscenico un po’ “Off Broadway”, insomma con riflettori meno ricercati (almeno in questi turni di retrovia) . La “vitamina” Coppa ha fatto sicuramente bene a Lorenzo Insigne, che dopo settimane di depressione e fischi (anche irriconoscenti) ha mandato WhatsApp d’amore al pubblico con due gol, se pur su rigore, allo sparring di turno, il Perugia, solo 8° in serie B.

Effetti benefici—  

Effetti benefici per Piatek, che ha finalmente scaricato i revolver nella sua ormai tipica esultanza da film western , con un gol (arricchito da un assist per Castillejo) . Certo davanti c’era la Spal, moribonda ultima in classifica, a cui la Coppa Italia più che un medicinale per irrobustirsi deve essere sembrata più la purga amara da buttare giù contro voglia. E poi c’è chi sotto quei riflettori sfuocati rispetto alle luci rutilanti di un teatro più prestigioso, ha avuto l’opporunità di recitare al posto di quegli attori, celebrati e inamovibili titolari. Trova spazio Ranocchia, che dalla miseria di due presenze nell’intero girone d’andata, va in campo dal primo minuto a San Siro contro il Cagliari e insacca il gol del 4-1, che ripara all’ingenuità difensiva di cui avevano approfittato i rossoblu per accorciare, e fa tanto morale.

E persino Dybala conferma il suo stato di grazia per dire a Sarri che lui non dovrebbe/vorrebbe mai uscire: due zampate vincenti (una su rigore e una alla Del Piero) oltre a quegli uno-due a passo di tango con il connazionale Higuain che mandano in rete l’argentino più in carne. Consiglio ai partecipanti: chi è in cerca di riscatto, si butti sulla Coppa Italia: potente ricostituente più che lassativo.

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