“La parola coronavirus nel referto non c’è mai”. Numero di morti falsato? – Libero Quotidiano

“La parola coronavirus nel referto non c’è mai”. Numero di morti falsato? – Libero Quotidiano



“La parola coronavirus nel refererto medico non c’è mai”. Asia Marchesi e sua madre raccontano a Piazzapulita la straziante morte del padre, stroncato in Val Seriana, una delle più colpite dall’epidemia, e sollevano più di un dubbio sui “numeri ufficiali” dei decessi e del contagio. “Qui molti sono morti in casa”, spiega il servizio di La7, ed è quello che di fatto è capitato anche al signor Marchesi”. 

“È come vedere annegare una persona – sottolinea Asia con le lacrime agli occhi -. Ma se annega nell’acqua ti butti e provi a salvarla, così non puoi fare niente”. La sua storia è fatta di ritardi, omissioni, inadeguatezza, sottovalutazioni. O semplicemente, impossibilità fisica a soccorrere tutti. E così i più deboli vengono lasciati a se stessi. Negli ultimi giorni l’uomo aveva provato a chiedere soccorso, ma non è stata mai valutata l’ipotesi di fare un tampone per capire se il padre avesse contratto il coronavirus, nemmeno dopo che gli era stata diagnosticata una violentissima forma di polmonite. “Per giorni è stato curato a tachipirina e sciroppo”, spiega la figlia ricordando che il padre era immunodepresso, quindi a fortissimo rischio. “Alla fidanzata di Rugani, primo calciatore di Serie A risultato positivo, hanno fatto il tampone anche se asintomatica. Perché a noi non l’hanno fatto?”. 

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