“Conseguenze legate ai farmaci” – Libero Quotidiano

“Conseguenze legate ai farmaci” – Libero Quotidiano



Anche il fegato è messo a gravissimo rischio dal coronavirus. “Il 14-53% di tutti i pazienti con Covid-19 presentano alterazioni epatiche segnalate da incrementi nel siero di transaminasi, gamma Gt e spesso di bilirubina. Nei casi più lievi, le alterazioni sono spesso transitorie e non richiedono specifico trattamento. I casi severi, invece, sviluppano una riduzione della albumina sierica che spesso riflette un alterato metabolismo ed uno stato generale di infiammazione”, spiega al Giornale il professor Massimo Colombo, direttore del Centro Humanitas di Rozzano per la Ricerca Traslazionale in Epatologia e presidente della Fondazione Internazionale del Fegato.

 

 

 

 

“I pazienti con malattie croniche di fegato sono fragili e sensibili a Covid-19” e il danno epatico è legato “in gran parte alla sepsi, ai farmaci utilizzati ed alla polmonite”. Secondo uno studio, “il tasso di accesso all’unità di cura intensiva è stato pari al 17% per pazienti con epatite cronica, di poco superiore (25%) per quelli con cirrosi, ma il tasso di mortalità è stato rispettivamente del 7% e 36%”. I segni lasciati sui pazienti infetti sono evidenti: “I danni istologici del fegato riconosciuti sono la microsteatosi ed una modesta infiammazione portale e lobulare, i quali però lasciano il dubbio di un danno da farmaco piuttosto che da infezione virale”. Si tratta, dunque, dei “danni indiretti” del coronavirus: “Covid – sottolinea il professore – ha causato pesanti danni indiretti ai pazienti epatopatici, in particolare i pazienti con tumori del fegato e quelli in lista per il trapianto del fegato. La necessità di espandere l’assistenza basata sulla ventilazione ha, infatti, sottratto la disponibilità degli anestesisti alle procedure invasive di cura del paziente epatopatico”. Si parla di numeri drammatici: “riduzione del 76% dei letti dedicati ad attività chirurgica” e “raddoppio dei tempi decisionali per intraprendere cure oncologiche”.