Milan, chi accanto a Romagnoli? Kjaer si gioca maglia e rinnovo – La Gazzetta dello Sport

Milan, chi accanto a Romagnoli? Kjaer si gioca maglia e rinnovo – La Gazzetta dello Sport


In vista del rush finale, aperto il casting al centro della difesa: il danese, favorito su Musacchio, si gioca le sue carte anche per il possibile riscatto dal Siviglia

Sul centrosinistra c’è lui, capitano inamovibile che timbra il cartellino come il più infaticabile dei presenzialisti: in campo per 2.640 minuti, che diviso per novanta fa ventinove (più qualche spicciolo di tempi supplementari), ovvero il numero complessivo di partite giocate dal Milan in questa stagione. Più precisamente: Alessio Romagnoli fin qui non ha saltato nemmeno un giro di lancette. Poi, però, c’è anche il centrodestra. Ecco, questa zona della difesa invece è ancora in cerca di un padrone definitivo. Che, a dodici partite (più Coppa Italia) dalla fine non è detto venga trovato.

Tenuta difensiva

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Zolle da conquistare insomma, e nonostante la faccenda sia piuttosto delicata (la zona centrale della difesa di solito non è soggetta a turnover perché ha bisogno di meccanismi consolidati), fino a questo momento non ha inciso troppo sulle sorti del Diavolo. Se, infatti, il Milan culla ancora sogni di gloria europei è proprio grazie alla tenuta difensiva (sesta retroguardia del campionato) e non certo in virtù della produzione offensiva (quindicesimo attacco). Basandosi soltanto su presenze e minutaggi complessivi, parrebbero non esserci dubbi: Musacchio (1.466 minuti, 17 gare da titolare) appare il compagno designato di Romagnoli, decisamente più impiegato rispetto a Kjaer (606’, 7 gare da titolare), Duarte (393’, 4 gare da titolare) e Gabbia (218’, 2 gare da titolare). In realtà le gerarchie sono molto labili.

Esperienza

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Musacchio ha di fatto perso il posto intorno a metà gennaio, cedendo minuti ai compagni. E, dopo Duarte, che aveva iniziato a mettersi in mostra a novembre per poi essere stoppato da un lungo infortunio, la scena se l’è presa Kjaer. L’altro senatore dello spogliatoio – 31 anni – assieme a Ibra. Del danese viene apprezzata la serietà professionale e ovviamente l’esperienza, ovvero la capacità di restare a galla anche quando una squadra giovane e soggetta ai cambi di vento come il Milan, inizia a sbandare. Non si parla chiaramente di un fenomeno, ma di qualcuno su cui si può contare. Tutte cose che stanno inducendo la proprietà a fare ragionamenti concreti sul possibile riscatto. Il cartellino del danese, che in questa stagione aveva trascorso il primo semestre senza fortuna all’Atalanta, è del Siviglia, con cui il Milan può esercitare il diritto. Prezzo? Più che abbordabile: due milioni e mezzo, e quindi il club ci sta pensando. Confermare una maglia di titolare nel rush finale di stagione e garantire un rendimento all’altezza probabilmente toglierebbe ogni dubbio.