Sampdoria, Ranieri: “Il calcio senza tifosi… non è calcio” – La Gazzetta dello Sport

Sampdoria, Ranieri: “Il calcio senza tifosi… non è calcio” – La Gazzetta dello Sport


Il tecnico si confessa agli appassionati di calcio indiani e ammette le sue preoccupazioni sulla ripresa del campionato

Lunga chiacchierata del tecnico sampdoriano Claudio Ranieri al giornale “The Times of India”, nella quale il tecnico blucerchiato ha espresso tutta la sua preoccupazione di fronte all’ipotesi sempre più concreta della ripresa del campionato di Serie A: “Abbiamo ripreso da qualche giorno gli allenamenti e attendiamo le decisioni del Governo sulla ripresa del campionato. Le preoccupazioni sono tante, a cominciare da quelle medico-sanitarie, perché ancora nessuno conosce esattamente quali possono essere le conseguenze sugli atleti che sono risultato positivi al Coronavirus. Si procede con molta cautela, con tantissimi esami, i calciatori sono monitorati giorno dopo giorno. E, se il campionato si riprenderà, giocheremo tante partite in poco tempo, quasi sempre tre a settimana, e durante l’estate, il periodo più caldo. Non ci sono precedenti che possono aiutare, bisognerà usare molto buon senso e spirito di adattamento. Per fortuna è stata approvata la norma delle 5 sostituzioni: ero favorevole e sono sicuro che ci aiuterà. Se ripartiremo saranno gare senza pubblico e il calcio senza i tifosi non è… calcio”.

Da zero

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Di fatto, è stato come ricominciare dal ritiro estivo: “Stiamo rifacendo la preparazione, come succede quando si riparte d’estate, ma non arriviamo dalle vacanze… Cerchiamo di non far pesare sulla squadra queste oggettive diversità di comportamento, sono fiducioso, ma prudente”.

tifosi

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Certo, adesso viene il difficile: “Bisognerà ritrovare la forma fisica e la predisposizione mentale alla partita. I tifosi dovranno abituarsi, come in Germania e in altri Paesi, a vedere le partite dalla televisione. Anche per loro sarà una nuova situazione, coinvolgerà anche chi era abituato ad andare allo stadio, e questo sarà un aspetto che il calcio non potrà sottovalutare, perché è la prima volta che succede in oltre cento anni di storia”.