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Cambio appalto Enel Energia, il Veneto alza la voce: “La responsabilità sociale non resti solo un principio”

02/04/2026

Cambio appalto Enel Energia, il Veneto alza la voce: “La responsabilità sociale non resti solo un principio”

La vicenda del cambio appalto del customer service di Enel Energia torna al centro del confronto istituzionale, con una presa di posizione che coinvolge più territori e che riporta l’attenzione sulle ricadute concrete delle scelte aziendali in materia di lavoro. A rilanciare il tema è l’assessore regionale del Veneto Massimo Bitonci, che annuncia l’invio di una lettera congiunta sottoscritta insieme agli assessori regionali della Basilicata e dell’Abruzzo, indirizzata all’amministratore delegato di Enel Flavio Cattaneo e ai ministri competenti.

Il nodo riguarda gli effetti occupazionali e sociali dei cambi appalto affidati alla RTI Accenture/Datacontact, con particolare riferimento, per il Veneto, alla situazione della sede di Castelfranco Veneto, dove sono coinvolti 59 lavoratori del servizio in scadenza gestito da Smart Paper.

Il confronto istituzionale e le criticità rimaste aperte

Negli ultimi mesi, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e le Regioni hanno tentato di favorire un’intesa tra il raggruppamento subentrante e le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di rendere effettiva la clausola sociale e accompagnare il passaggio dei dipendenti senza traumi occupazionali. Il confronto, però, non ha portato a un accordo.

Secondo quanto evidenziato dall’assessore Bitonci, a pesare sarebbero state soprattutto le rigidità manifestate da Accenture rispetto alle richieste avanzate nel corso della trattativa. Nel caso veneto, i punti più delicati hanno riguardato il cambio di sede e le modalità di lavoro agile, aspetti che incidono in modo diretto sulla possibilità per molti dipendenti di continuare a lavorare in condizioni sostenibili.

Il tema assume un rilievo ancora maggiore considerando la composizione della platea coinvolta: in larga parte donne, in diversi casi con contratti part time o con limitazioni lavorative. Per queste persone, la modifica delle condizioni operative non rappresenta un dettaglio organizzativo, ma un elemento decisivo nella tenuta dell’equilibrio tra lavoro, reddito e vita quotidiana.

La richiesta a Enel: rendere concreti gli impegni sociali

Nella lettera inviata ai vertici aziendali e ai ministeri, le Regioni chiedono che venga evitata qualsiasi elusione della clausola sociale, anche quando questa non avvenga in modo esplicito ma attraverso formule contrattuali che, pur formalmente rispettose delle norme, finiscono per scaricare sui lavoratori il peso del peggioramento delle condizioni.

Il punto politico e istituzionale sollevato è chiaro: la responsabilità sociale d’impresa non può restare confinata a una dichiarazione di principio, ma deve trovare applicazione proprio nei passaggi più delicati, quando i lavoratori coinvolti si trovano in una posizione di maggiore fragilità.

Da qui la richiesta formale affinché Enel, società partecipata dallo Stato, intervenga sui soggetti subentranti per correggere le criticità emerse e garantire un’applicazione effettiva dei principi richiamati nei bandi di appalto.

La Regione del Veneto conferma di voler seguire con attenzione gli sviluppi della vertenza, in attesa che alle sollecitazioni istituzionali corrispondano atti concreti. Sullo sfondo resta una questione che supera il singolo appalto e interroga più in profondità il rapporto tra grandi gruppi, tutele del lavoro e qualità delle relazioni industriali.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to