Disabilità, il Veneto investe 1,4 milioni nella formazione
03/08/2026
La Regione Veneto ha approvato un piano formativo da 1.437.209,95 euro per accompagnare l’attuazione della riforma nazionale della disabilità e preparare gli operatori alla costruzione del nuovo Progetto di vita individuale. Il programma sarà realizzato nell’arco di due anni, a partire dai primi mesi del 2027, e raggiungerà tutti i 24 Ambiti territoriali sociali regionali attraverso circa 4.200 ore di attività.
L’intervento, finanziato con risorse assegnate dal Ministero per la Disabilità, sarà attuato in convenzione con la Fondazione Scuola di Sanità Pubblica della Regione Veneto. La formazione coinvolgerà professionisti dei servizi sanitari e sociali, funzionari pubblici, amministratori, scuole, università, enti di formazione, ordini professionali, Terzo settore, persone con disabilità e familiari.
Il Progetto di vita al centro della riforma
Il nuovo modello previsto dalla riforma supera un’impostazione fondata esclusivamente sulla prestazione assistenziale e mette al centro la persona, le sue capacità, i desideri, le aspirazioni e le opportunità disponibili nel territorio.
Il Progetto di vita dovrà essere individuale, personalizzato e partecipato. Sarà costruito insieme alla persona con disabilità e alla sua famiglia, collegando in un unico percorso gli interventi sanitari, sociali, educativi, scolastici, lavorativi, sportivi e comunitari.
L’assessore regionale al Sociale, Paola Roma, ha spiegato che il cambiamento richiede competenze condivise tra tutti i soggetti coinvolti nella presa in carico. La formazione dovrà quindi fornire linguaggi, metodi e strumenti comuni, evitando che l’applicazione della riforma produca risposte differenti tra i territori.
Almeno 1.200 professionisti coinvolti
Il piano prevede di raggiungere almeno 1.200 professionisti, ai quali si aggiungeranno amministratori, funzionari e operatori appartenenti alla rete territoriale. L’obiettivo è creare gruppi di lavoro in grado di diventare punti di riferimento stabili per le persone con disabilità e per le loro famiglie.
I corsi saranno rivolti a chi partecipa alla valutazione multidimensionale e alla definizione degli interventi. Tra i contenuti previsti figurano il Progetto di vita, il budget di progetto, gli accomodamenti ragionevoli, l’attuazione delle nuove disposizioni e le modalità per individuare desideri, aspettative e priorità della persona.
Una parte della formazione sarà dedicata anche alla costruzione di relazioni efficaci tra servizi pubblici, soggetti del privato sociale e comunità locali. La riforma richiede infatti che le diverse risorse disponibili vengano coordinate attorno a un percorso unitario, evitando interventi frammentati o non collegati tra loro.
Corsi, laboratori, seminari e webinar
Le attività saranno distribuite capillarmente sul territorio regionale. Il programma comprenderà lezioni in presenza, laboratori, seminari, webinar e materiali didattici digitali, così da consentire la partecipazione di operatori provenienti da tutti gli Ambiti territoriali sociali.
L’impostazione multidisciplinare permetterà di affrontare la disabilità da prospettive differenti. Professionisti sanitari, assistenti sociali, educatori, amministratori, docenti e rappresentanti delle associazioni potranno confrontarsi su procedure, responsabilità e modalità operative.
Il coinvolgimento diretto delle persone con disabilità e dei familiari dovrà inoltre garantire che la formazione non venga costruita soltanto dal punto di vista tecnico, ma tenga conto delle esperienze quotidiane, delle difficoltà incontrate nell’accesso ai servizi e delle aspettative personali.
La Fondazione Scuola di Sanità Pubblica coordina il progetto
La Fondazione Scuola di Sanità Pubblica sarà il soggetto attuatore del piano. Si occuperà della progettazione esecutiva, della selezione dei docenti, dell’organizzazione delle attività, del monitoraggio dei risultati e della rendicontazione delle risorse.
Nella scelta dei formatori potranno essere coinvolte anche le università venete, con l’obiettivo di integrare competenze accademiche, professionali e operative. Il programma dovrà garantire standard formativi omogenei in tutto il Veneto, pur adattando alcune attività alle caratteristiche dei singoli territori.
La qualità e l’uniformità dell’intervento saranno seguite da una Cabina di regia composta da Regione Veneto, Azienda Zero, Fondazione Scuola di Sanità Pubblica, ordini professionali e rappresentanti del Terzo settore.
Avvio previsto nei primi mesi del 2027
Le prime attività partiranno nei mesi iniziali del 2027 e proseguiranno per due anni. Il Veneto è stato individuato come territorio apripista per le iniziative formative collegate alla riforma, con l’obiettivo di preparare la rete dei servizi prima della piena applicazione del nuovo sistema.
Secondo l’assessorato regionale, la riuscita della riforma dipenderà dalla capacità degli operatori di tradurre le nuove disposizioni in percorsi concreti, costruiti attorno alla persona e non limitati alla gestione delle singole prestazioni. Il piano formativo dovrà fornire le competenze necessarie per rendere il Progetto di vita uno strumento effettivamente utilizzabile in tutti i territori regionali.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to