Furti di farmaci negli ospedali di Treviso, 24 denunciati. Stefani: “Reato odioso”
06/03/2026
Un’indagine dei Carabinieri del NAS di Treviso ha portato alla scoperta di un sistema di furti di farmaci ad alto costo destinati al mercato clandestino, sottratti da strutture sanitarie dell’Ulss 2 Marca Trevigiana. L’operazione ha permesso di accertare numerosi episodi di peculato aggravato e di denunciare 24 persone coinvolte nel presunto sistema illecito.
La vicenda ha suscitato la reazione del Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che ha espresso apprezzamento per l’attività investigativa svolta dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri.
L’indagine dei NAS sui furti di medicinali
Secondo quanto emerso dalle indagini, i farmaci sottratti sarebbero stati destinati al mercato illegale, con un danno significativo sia per il sistema sanitario pubblico sia per i pazienti che necessitano di terapie specifiche.
Gli investigatori del NAS hanno ricostruito numerosi episodi di sottrazione di medicinali dalle strutture sanitarie dell’Ulss 2, individuando un sistema che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato organizzato e ramificato.
Al termine degli accertamenti sono state denunciate 24 persone, ritenute coinvolte a vario titolo nelle condotte contestate.
Stefani: “Lucrare sulla salute è inaccettabile”
Commentando l’operazione, il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha espresso il proprio ringraziamento alle forze dell’ordine.
“Complimenti e grazie ai Carabinieri del NAS di Treviso, che hanno stroncato un reato odioso come il furto di farmaci ad alto costo”, ha dichiarato.
Secondo Stefani, il traffico illegale di medicinali rappresenta una forma particolarmente grave di criminalità perché colpisce direttamente il sistema sanitario e i pazienti.
“È inaccettabile lucrare sulla salute di persone che soffrono e aggravare così i costi a carico del servizio pubblico”, ha aggiunto.
Un danno per pazienti e sanità pubblica
Il presidente della Regione ha sottolineato come l’indagine abbia rivelato un sistema articolato, evidenziato dal numero delle persone coinvolte.
“Il fatto che siano state denunciate 24 persone dimostra che il sistema truffaldino era ben organizzato”, ha osservato.
Secondo Stefani, tra i reati che colpiscono il settore sanitario questo rappresenta uno dei più gravi, perché può compromettere la disponibilità di medicinali destinati ai pazienti.
“I malati hanno rischiato di restare privi delle loro terapie e la sanità pubblica ha subito un danno economico rilevante”, ha concluso, auspicando che la magistratura possa fare piena luce sulla vicenda.