Insulti sessisti a Monica Sambo, la condanna del presidente Stefani
28/03/2026
Il presidente della Regione del Veneto ha espresso una ferma condanna per gli insulti sessisti e le minacce di violenza rivolte sui social a Monica Sambo, consigliera regionale e segretaria cittadina del Partito Democratico di Venezia. Un intervento che richiama con chiarezza la necessità di contrastare ogni forma di odio e intimidazione, soprattutto quando colpisce figure impegnate nella vita pubblica.
Solidarietà istituzionale e condanna senza ambiguità
Nel suo intervento, il presidente ha manifestato piena vicinanza alla consigliera, sottolineando come gli attacchi ricevuti rappresentino un episodio grave che non può essere ricondotto al normale confronto politico. Le espressioni offensive e le minacce diffuse online, infatti, vengono considerate un segnale preoccupante di degenerazione del dibattito pubblico.
La presa di posizione si inserisce in un contesto più ampio in cui le istituzioni sono chiamate a difendere i principi fondamentali della convivenza civile, respingendo con decisione ogni forma di linguaggio violento o discriminatorio. Il riferimento è in particolare agli episodi di odio verbale che assumono una connotazione di genere, incidendo non solo sulla sfera personale ma anche sulla qualità della partecipazione democratica.
Secondo quanto evidenziato, tali comportamenti non possono essere giustificati come semplici reazioni emotive o sfoghi, ma devono essere riconosciuti per ciò che sono: atti che minano il rispetto reciproco e il corretto funzionamento delle istituzioni.
Richiamo ai valori democratici e al rispetto delle donne
Nel suo messaggio, il presidente ha ribadito che nessuna donna, sia nell’ambito delle proprie funzioni pubbliche sia nella vita privata, dovrebbe essere oggetto di attacchi così degradanti. Un principio che richiama il valore della dignità personale e l’importanza di garantire condizioni di partecipazione libera e sicura per tutte le persone impegnate nella vita politica e sociale.
È stato inoltre espresso un auspicio nei confronti del lavoro delle autorità competenti, affinché i responsabili delle minacce vengano individuati in tempi rapidi. Un passaggio che sottolinea l’esigenza di una risposta concreta anche sul piano della legalità, oltre che su quello culturale.
L’intervento si chiude con un richiamo netto: nel territorio regionale non può esserci spazio per intimidazioni, linguaggi offensivi o comportamenti che alimentano un clima di inciviltà, ribadendo l’impegno delle istituzioni nel promuovere rispetto, responsabilità e tutela dei diritti fondamentali.