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Veneto, nuove misure nel bilancio: impianti a fune e agricoltura

07/04/2026

Veneto, nuove misure nel bilancio: impianti a fune e agricoltura

Una revisione attesa da tempo interviene sul sistema di garanzie legato agli impianti a fune, modificando un meccanismo che per anni ha inciso in modo significativo sulla capacità di investimento degli operatori del settore. Nel Bilancio regionale appena approvato, la Regione Veneto introduce una misura che consente di superare l’obbligo delle fideiussioni tradizionali, sostituendole con un sistema più flessibile e sostenibile.

L’annuncio arriva dall’assessore alla montagna Dario Bond, che sottolinea come il nuovo modello permetta di liberare risorse economiche fino ad oggi vincolate, creando margini concreti per interventi su sicurezza, innovazione e sviluppo delle infrastrutture.

Un nuovo sistema per gli impianti a fune

Il cambiamento riguarda direttamente i gestori degli impianti di risalita e di innevamento, chiamati finora a sottoscrivere fideiussioni anche molto onerose, spesso per importi milionari. Tali somme venivano trattenute a garanzia del ripristino ambientale in caso di dismissione degli impianti, rimanendo però di fatto immobilizzate.

Con la nuova impostazione, queste garanzie confluiranno in un Fondo di rotazione gestito da Veneto Innovazione, al quale gli operatori verseranno le quote richieste. Il risultato è duplice: da un lato resta garantita la tutela del territorio, dall’altro si consente alle imprese di recuperare liquidità da reinvestire.

Il passaggio a un sistema centralizzato rappresenta anche una semplificazione amministrativa, con procedure più snelle e una gestione più uniforme delle risorse. L’obiettivo è rendere il comparto montano più competitivo, senza ridurre le tutele ambientali previste.

Risorse mirate per agricoltura e pesca

Accanto alle misure per l’impiantistica, il Bilancio regionale destina fondi significativi al settore primario, con una distribuzione articolata su diversi ambiti. Tra gli interventi previsti, spiccano i finanziamenti ai Consorzi di bonifica, pari a 3,9 milioni di euro, destinati a compensare i danni subiti e l’aumento dei costi energetici legati ai carburanti.

Per la pesca e l’acquacoltura vengono stanziati oltre 2,5 milioni di euro, con interventi che riguardano la vivificazione delle lagune e dei corsi d’acqua interni, oltre a specifiche azioni dedicate al contenimento del siluro nel Lago di Garda e al supporto delle attività del Cogevo.

Il sostegno si estende anche al miglioramento genetico delle razze animali, con 1,2 milioni di euro, e a situazioni critiche come quella dello zuccherificio di Pontelongo e dei coltivatori di bietola, per i quali sono previsti 600 mila euro. Ulteriori risorse vengono indirizzate al ristoro dei danni causati dalla fauna selvatica, al funzionamento dei centri di recupero per animali (CRAS) e alle attività di contenimento della nutria.

Un capitolo rilevante riguarda inoltre la lotta alle fitopatie e gli interventi coordinati nell’ambito del Tavolo avversità per pesca e acquacoltura, con stanziamenti che superano complessivamente i due milioni di euro.

Nel complesso, il quadro delineato dal Bilancio evidenzia una strategia che combina semplificazione normativa e sostegno economico mirato, con l’intento di rafforzare la resilienza dei settori produttivi e sostenere l’equilibrio tra sviluppo e tutela del territorio.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to