Clima, il Veneto guida il progetto “Life ADACT”: dal cantiere pilota di Padova ai Facilitatori per i Comuni
26/02/2026
Il Veneto sceglie di assumere un ruolo di primo piano nella strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e si propone come capofila del progetto europeo Life ADACT ITALY. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Ambiente Elisa Venturini, ha formalizzato l’adesione alla fase di valutazione finale dell’iniziativa, che mira a trasformare il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici in interventi tangibili sui territori.
Il passaggio decisivo è atteso dopo la presentazione del 5 marzo a Bruxelles. In caso di approvazione, il progetto mobiliterà risorse complessive per 23 milioni di euro, con oltre 2 milioni destinati a interventi diretti in Veneto. Un investimento che unisce programmazione strategica e opere misurabili, con ricadute immediate sulla sicurezza idraulica e sulla pianificazione urbana.
Padova laboratorio di sicurezza idraulica urbana
Il primo banco di prova sarà la zona industriale di Padova, in un tratto di via della Ricerca Scientifica individuato come area prioritaria per interventi di infiltrazione e filtrazione delle acque meteoriche. Qui sorgerà un cantiere pilota pensato come laboratorio a cielo aperto, fondato su soluzioni basate sulla natura.
Il progetto prevede la realizzazione di 16 aiuole modulari drenanti, ciascuna di 8 metri per 2, per una superficie complessiva di 256 metri quadrati, collocate sul lato ovest della strada. Le strutture vegetate intercetteranno le acque piovane provenienti dalle superfici impermeabili, favorendone la raccolta e l’infiltrazione graduale nel sottosuolo. L’obiettivo è alleggerire la pressione sul sistema fognario esistente e ridurre il rischio di allagamenti durante eventi meteorologici intensi, sempre più frequenti anche in ambito urbano.
Le aiuole saranno composte da substrati tecnici ad alta permeabilità e da componenti vegetali selezionate per garantire efficienza idraulica, integrazione paesaggistica e una gestione sostenibile nel tempo. L’intervento assume così una duplice funzione: mitigare il rischio idraulico e riqualificare lo spazio urbano con soluzioni che coniugano ingegneria ambientale e qualità estetica.
La rete dei “Facilitatori del Clima”
Accanto alle opere infrastrutturali, la Regione punta su un rafforzamento strutturale delle competenze locali attraverso l’istituzione dei “Facilitatori del Clima”. Si tratta di tecnici specializzati, formati direttamente dall’amministrazione regionale e messi a disposizione dei sindaci per accompagnare i Comuni nella pianificazione e nell’attuazione delle misure di adattamento.
Il loro compito sarà affiancare gli enti locali nella progettazione di interventi verdi urbani, nella revisione degli strumenti urbanistici in chiave climatica e nell’accesso ai finanziamenti disponibili, riducendo il ricorso a consulenze esterne e alleggerendo gli oneri amministrativi. Una scelta che mira a rendere omogenea la capacità di risposta anche nei territori con minori risorse tecniche.
“Essere capofila di un partenariato che coinvolge il Ministero dell’Ambiente, l’ISPRA, l’ENEA e altre sei Regioni italiane è un riconoscimento dell’eccellenza del nostro modello – ha dichiarato l’assessore Elisa Venturini – ma la priorità resta il supporto ai cittadini e ai sindaci”. L’intenzione dichiarata è governare la trasformazione climatica con un’alleanza operativa tra livelli istituzionali, evitando interventi frammentari e privilegiando una strategia coordinata.
Con l’avvio del cantiere pilota di Padova e l’attivazione della rete dei facilitatori, il Veneto punta a costruire un modello replicabile di resilienza ambientale, fondato su prevenzione, innovazione tecnica e sostegno diretto agli enti locali.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.