Hydro Extrusion Feltre, confronto in Prefettura: focus su continuità produttiva e tutele
18/02/2026
Il futuro dello stabilimento Hydro Extrusion di Feltre resta appeso a un equilibrio delicato tra emergenza tecnica e prospettiva industriale. Al tavolo convocato dal Prefetto di Belluno si sono ritrovati azienda, organizzazioni sindacali Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil con le rappresentanze dei lavoratori, insieme alla Regione del Veneto – presente con l’Unità di Crisi aziendali – alla Provincia di Belluno e al Comune di Feltre. Un confronto reso necessario dalle tensioni maturate dopo i gravi episodi che hanno colpito il sito produttivo.
L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Massimo Bitonci, ha delineato un quadro che intreccia la gestione dell’immediato con la ricerca di una soluzione strutturale.
Incendi, fermo impianti e timori sul trasferimento delle attrezzature
Il primo incendio e la successiva esplosione della cabina elettrica hanno aggravato una situazione già fragile, determinando un fermo degli impianti che potrebbe protrarsi per oltre tre mesi. Un arco temporale significativo per un sito produttivo che opera in una filiera dove continuità e tempi di consegna incidono direttamente sui rapporti con i clienti e sulla tenuta occupazionale.
Nel frattempo, l’azienda aveva già dichiarato pubblicamente l’intenzione di avviare un percorso per individuare un possibile soggetto industriale subentrante, affidando l’incarico all’advisor BDO, presentato al tavolo ministeriale nei giorni scorsi. La ricerca di un investitore resta il capitolo centrale, ma le urgenze legate agli eventi straordinari hanno spostato l’attenzione su misure operative immediate.
La decisione di trasferire temporaneamente matrici e attrezzature verso lo stabilimento Hydro Extrusion di Ornago, in provincia di Monza e Brianza, per garantire l’evasione degli ordini sospesi, ha alimentato le preoccupazioni sindacali. Il timore espresso dai lavoratori riguarda un possibile svuotamento progressivo del sito feltrino, aggravato dalla collocazione in cassa integrazione e dal rischio di dispersione delle competenze maturate negli anni.
L’ipotesi di accordo e il ruolo della Regione
Attraverso l’Unità di Crisi aziendali, la Regione ha proposto uno schema di accordo che impegni l’azienda su due fronti: trasparenza rispetto ai trasferimenti temporanei di matrici e formale impegno al loro rientro a Feltre una volta ripristinati gli impianti. Un passaggio che mira a contenere le tensioni e a offrire garanzie sul mantenimento della capacità produttiva del sito.
Parallelamente viene richiesto un piano di investimenti per il ripristino delle strutture danneggiate, con l’obiettivo di riavviare le produzioni in condizioni di sicurezza e in tempi compatibili con la salvaguardia del tessuto industriale locale. Sul versante sociale, considerata la durata stimata del fermo, è stato sollecitato un approfondimento sulle modalità di sostegno economico ai lavoratori in cassa integrazione; disponibilità che l’azienda ha dichiarato di voler valutare.
L’eventuale definizione dell’accordo è ora rimessa al tavolo sindacale. La Regione, dal canto suo, mantiene un presidio costante sulla vicenda e non esclude la convocazione di un nuovo incontro regionale prima dell’appuntamento al Ministero delle Imprese e del Made in Italy fissato per il 31 marzo.
Articolo Successivo
San Donà di Piave, sospesa per 7 giorni la licenza di un bar
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to