Nitrati, il Veneto chiede all’Europa di chiudere l’infrazione
20/05/2026
Il Veneto chiede alla Commissione Europea di chiudere la procedura di infrazione aperta nel 2018 sulla Direttiva Nitrati, dopo tre anni di lavoro scientifico e tecnico avviato dalla Regione per rispondere alle osservazioni di Bruxelles. L’assessore regionale Dario Bond ha aperto questa mattina a Venezia il convegno dedicato alle attività sviluppate sul territorio, illustrando studi, monitoraggi e strumenti messi in campo per documentare l’efficacia delle azioni regionali e il percorso compiuto dal comparto agricolo e zootecnico.
Dati regionali integrati e studi sugli acquiferi profondi
Nel suo intervento, Bond ha spiegato che la Regione ha affrontato quesiti tecnici complessi, anche perché le Zone Vulnerabili ai nitrati interessano oltre il 60% della superficie agricola veneta. Per rispondere alle richieste europee, il Veneto ha integrato diverse banche dati regionali, informazioni territoriali e monitoraggi analitici, con l’obiettivo di ricostruire in modo dettagliato le pratiche agricole e zootecniche e valutarne gli effetti ambientali.
Il lavoro ha compreso anche specifiche indagini modellistiche, utilizzate per analizzare gli impatti delle attività produttive e verificare la coerenza delle misure adottate attraverso il Programma d’Azione Nitrati. Accanto a questo percorso, è stato avviato uno studio sugli acquiferi profondi mediante traccianti isotopici, strumento che permette di comprendere meglio la dinamica delle acque sotterranee e le possibili correlazioni con le attività agricole.
L’assessore ha definito il lavoro svolto un patrimonio tecnico da riconoscere e accompagnare, perché costruito su evidenze scientifiche e su un confronto diretto tra amministrazione, mondo della ricerca e sistema produttivo. L’obiettivo dichiarato è superare il contenzioso con Bruxelles e tornare a un rapporto istituzionale fondato su dati verificabili e valutazioni condivise.
Il percorso degli allevatori e il confronto con Bruxelles
Durante il convegno sono stati presentati anche studi comparativi tra la situazione del Veneto prima dell’entrata in vigore del primo Programma d’Azione Nitrati, nel 2006, e il quadro attuale. Secondo Bond, questa analisi permette di leggere oltre vent’anni di adeguamenti, investimenti e cambiamenti nelle pratiche degli allevatori veneti, chiamati a rispettare criteri ambientali sempre più articolati.
La Regione ritiene che il percorso compiuto dal comparto debba essere considerato nella valutazione europea, soprattutto alla luce degli strumenti scientifici messi a disposizione per documentare l’efficacia delle misure adottate. Il tema non riguarda soltanto la gestione amministrativa della procedura, ma incide direttamente sull’agricoltura e sulla zootecnia venete, settori che da anni convivono con vincoli ambientali, controlli e obblighi di adeguamento.
Ai lavori hanno preso parte rappresentanti istituzionali e scientifici, tra cui l’europarlamentare Herbert Dorfmann, rappresentanti dei Ministeri dell’Agricoltura e dell’Ambiente e l’Università degli Studi di Padova, coinvolta nelle attività di ricerca. Bond ha ringraziato i soggetti presenti e ha auspicato che il materiale prodotto dal Veneto possa offrire alla Commissione Europea gli elementi necessari per chiudere una fase che pesa da tempo sul sistema produttivo regionale.
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