Palazzo Balbi, incontro tra l’assessore Roma e il sindaco di Beit Sahour
27/02/2026
Un dialogo tra istituzioni locali che guarda oltre la dimensione formale dei rapporti diplomatici e si concentra su un tema delicato e urgente: il ruolo delle giovani generazioni nei territori segnati dal conflitto. A Palazzo Balbi l’assessore regionale ai Servizi Sociali, Paola Roma, ha accolto il sindaco palestinese di Beit Sahour, in Cisgiordania, Elias Iseed, in un incontro che si inserisce nel solco delle relazioni avviate con la recente missione istituzionale in Israele e nei territori palestinesi.
L’iniziativa segue il progetto promosso lo scorso gennaio dalla Camera di Commercio di Treviso e Belluno, che ha favorito un contatto diretto tra amministratori e realtà locali, con l’intento di creare canali di cooperazione e scambio fondati su esperienze concrete.
Relazioni locali e cooperazione dal basso
Nel corso dell’incontro, l’assessore Roma ha sottolineato l’importanza di rilanciare le relazioni tra i due territori attraverso un confronto che parta dalle comunità e dalle amministrazioni locali. L’idea di fondo è rafforzare un rapporto costruito su dialogo e collaborazione istituzionale, valorizzando il ruolo degli enti territoriali come attori capaci di mantenere aperti spazi di comunicazione anche in contesti complessi.
Il riferimento a un’azione “dal basso” richiama un modello di cooperazione che non si limita a dichiarazioni di principio, ma punta su progetti condivisi, scambi culturali e iniziative sociali in grado di incidere sulla vita quotidiana delle persone. In questo quadro, le istituzioni regionali possono fungere da ponte, offrendo competenze e opportunità di confronto.
I giovani come interlocutori centrali
Al centro della riflessione proposta dall’assessore Roma c’è il tema dei giovani che hanno vissuto direttamente la guerra. L’auspicio espresso è che proprio coloro che hanno conosciuto il conflitto in prima persona possano maturare una visione orientata alla ricostruzione e alla convivenza pacifica.
Il richiamo non è soltanto simbolico: riguarda la responsabilità delle istituzioni nel sostenere percorsi educativi, culturali e sociali capaci di offrire strumenti e prospettive a ragazzi e giovani adulti cresciuti in un contesto di tensione. Investire su queste generazioni significa immaginare un futuro nel quale il dialogo prevalga sulla contrapposizione, e in cui le amministrazioni locali possano contribuire a creare occasioni di confronto e crescita.
L’incontro a Palazzo Balbi si colloca dunque in una traiettoria di relazioni istituzionali che intrecciano dimensione internazionale e impegno sociale, affidando alle comunità e ai loro rappresentanti un ruolo attivo nella costruzione di legami duraturi.
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