Polesine, moria di pesci: Arpav rileva ossigeno quasi azzerato
23/09/2026
Le analisi di ARPAV confermano un forte deterioramento della qualità dell’acqua a valle dello sversamento avvenuto a Ficarolo, nel Polesine, dove dal 13 settembre si è verificata una diffusa moria di pesci nella rete dei canali consortili. I campionamenti hanno rilevato una concentrazione di ossigeno disciolto crollata da 10 milligrammi per litro a monte del punto di immissione ad appena 0,24 milligrammi per litro a valle, una condizione incompatibile con la sopravvivenza della fauna ittica.
Concime organico nei canali, l’onda si è spostata verso valle
L’episodio ha avuto origine dalla fuoriuscita di concime organico da uno stabilimento di Ficarolo. Dopo lo sversamento, una massa d’acqua di colore marrone ha iniziato a propagarsi verso valle attraverso la rete dei canali, accompagnata dalla presenza di pesci morti, accumuli di carcasse e intense esalazioni maleodoranti.
Per verificare l’impatto ambientale, ARPAV ha effettuato il 13 settembre due prelievi a circa 300 metri dal punto di immissione: uno a monte e uno a valle. Il confronto tra i risultati mostra una differenza netta nella quantità di ossigeno disponibile nell’acqua. A monte il valore era pari a 10 milligrammi per litro; dopo il punto interessato dallo sversamento è stato invece misurato un livello di appena 0,24 milligrammi per litro.
Secondo quanto spiegato dall’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini, l’elevata presenza di materiale organico e sostanze azotate ha favorito processi di degradazione che hanno consumato rapidamente l’ossigeno presente nei canali, provocando condizioni fortemente sfavorevoli alla vita dei pesci.
Escherichia coli oltre quota 15,5 milioni a valle
Un altro elemento emerso dalle analisi riguarda la concentrazione di Escherichia coli. Nel campione raccolto a monte sono stati rilevati 13.740 MPN per 100 millilitri, mentre a valle il dato ha superato 15,5 milioni di MPN per 100 millilitri.
Il laboratorio ARPAV ha indicato quest’ultimo valore come compatibile con un fenomeno di contaminazione collegato allo sversamento di concime organico. Il campione raccolto a valle ha inoltre mostrato un debole effetto tossico nel test effettuato con batteri, mentre la prova eseguita sulla Daphnia magna non ha rilevato tossicità acuta.
Ulteriori campionamenti sono stati effettuati il 16 settembre nei tratti attraversati dalla propagazione dell’acqua contaminata, con l’obiettivo di seguire l’evoluzione del fenomeno e verificare il progressivo miglioramento dei parametri ambientali.
Vietati pesca, irrigazione e abbeveraggio degli animali
I sindaci dei Comuni coinvolti hanno adottato ordinanze precauzionali che prevedono il divieto di pesca e di utilizzo dell’acqua per irrigare i campi o abbeverare gli animali. Le limitazioni resteranno un riferimento essenziale durante la fase di monitoraggio, mentre proseguono gli accertamenti sulla qualità delle acque.
Ecoambiente è impegnata nella raccolta e nello smaltimento delle carcasse dei pesci accumulate lungo i canali. Alle operazioni partecipano, con differenti competenze, anche ARPAV, amministrazioni comunali, Consorzio di bonifica e altri operatori coinvolti nella gestione dell’emergenza ambientale.
Venturini ha confermato che controlli e campionamenti continueranno per verificare il ritorno a condizioni compatibili con l’equilibrio dell’ecosistema. Parallelamente dovranno essere approfondite le circostanze che hanno determinato lo sversamento e accertate le eventuali responsabilità connesse all’episodio.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to