Venezia, 18 milioni per nuovi studentati negli ex monasteri
24/07/2026
L’ex Convento di San Salvador e l’ex Monastero della Celestia potrebbero essere trasformati in nuove residenze universitarie nel centro storico di Venezia. Venerdì 24 luglio gli assessori regionali Valeria Mantovan e Filippo Giacinti hanno effettuato un sopralluogo nei due complessi appartenenti al Demanio, accompagnati dai tecnici della Regione, dai referenti dell’Agenzia del Demanio e dai responsabili dell’Esu di Venezia. L’ipotesi attualmente considerata più favorevole riguarda la Celestia, che per dimensioni potrebbe garantire un numero maggiore di posti letto.
Due edifici storici valutati per ospitare gli studenti
Durante la visita, l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario ha illustrato possibili interventi di restauro e riqualificazione per adattare gli immobili alle esigenze della residenzialità studentesca. Le valutazioni riguardano la capacità ricettiva, la distribuzione degli spazi, le condizioni strutturali e la compatibilità dei lavori con la tutela storico-architettonica.
I due complessi condividono un’origine monastica, ma presentano caratteristiche differenti. L’ex Monastero della Celestia dispone di una superficie più ampia e potrebbe quindi accogliere un numero superiore di studenti. Questo elemento orienta la Regione verso il sito, pur senza una decisione definitiva.
Gli approfondimenti tecnici dovranno quantificare i posti realizzabili, i costi del recupero, i tempi di esecuzione e gli interventi necessari per rendere gli spazi accessibili e conformi alle normative. La scelta dovrà inoltre considerare la possibilità di integrare la nuova funzione universitaria nel tessuto urbano circostante.
La Regione mette a disposizione circa 18 milioni
Il progetto rientra nel Protocollo d’intesa “Venezia Città Campus”, nato per rafforzare la presenza universitaria nella città lagunare e migliorare i servizi destinati a studenti e ricercatori. La Regione Veneto ha stanziato circa 18 milioni di euro per interventi a favore delle aziende regionali per il diritto allo studio, con particolare attenzione all’aumento degli alloggi disponibili.
La carenza di sistemazioni economicamente accessibili rappresenta uno degli ostacoli alla permanenza degli studenti a Venezia. Le difficoltà nel trovare una stanza o un appartamento possono spingere gli iscritti a risiedere sulla terraferma oppure a scegliere altre sedi universitarie, con conseguenze sulla capacità della città di costruire una comunità accademica stabile.
L’assessora regionale alla Cultura, Istruzione e Formazione, Valeria Mantovan, ha collegato il recupero dei due edifici al diritto allo studio e alla rivitalizzazione del centro storico. L’inserimento di studenti negli immobili demaniali permetterebbe di riportare una presenza residenziale continuativa in spazi oggi da recuperare, con effetti anche sulle attività e sui servizi dei quartieri interessati.
La Celestia offre una maggiore capacità ricettiva
Tra le due alternative, l’ex Monastero della Celestia appare maggiormente rispondente alla necessità di incrementare in misura significativa i posti letto. L’estensione del complesso consentirebbe di ipotizzare una residenza più ampia, affiancando alle camere spazi comuni, servizi per lo studio e ambienti destinati alla vita collettiva.
La Regione dovrà però attendere gli esiti delle verifiche prima di formalizzare la preferenza. Il confronto tecnico coinvolgerà anche il Demanio, proprietario degli edifici, e l’Esu, chiamato a valutare il futuro modello di gestione dello studentato.
L’ex Convento di San Salvador resta comunque all’interno del percorso di analisi. La sua posizione e il valore storico potrebbero renderlo adatto a un intervento differente o a una struttura con caratteristiche e dimensioni diverse rispetto a quelle ipotizzate per la Celestia.
Recupero pubblico e diritto allo studio
L’assessore regionale al Bilancio e Patrimonio, Filippo Giacinti, ha indicato nella residenzialità universitaria una condizione necessaria per rendere Venezia competitiva come polo internazionale della formazione e della ricerca. Lo stanziamento regionale dovrà sostenere interventi capaci di produrre effetti duraturi, valorizzando immobili pubblici e ampliando i servizi offerti agli studenti.
Il recupero degli edifici storici permetterebbe di evitare nuovo consumo di suolo e di assegnare una funzione pubblica a strutture che richiedono investimenti consistenti. La trasformazione in studentati dovrà coniugare conservazione, efficienza energetica, accessibilità e organizzazione degli ambienti secondo le esigenze della popolazione universitaria.
Il progetto Venezia Città Campus punta inoltre a rafforzare i collegamenti tra atenei, istituzioni culturali, strutture di ricerca e servizi cittadini. La disponibilità di alloggi a costi sostenibili viene considerata uno strumento per trattenere giovani talenti, favorire la mobilità internazionale e prolungare la permanenza degli studenti oltre le ore dedicate alle lezioni.
Ora gli approfondimenti sui costi e sui posti letto
Dopo il sopralluogo, i tecnici dovranno completare le analisi sui due immobili e predisporre un quadro comparativo. Saranno valutati lo stato di conservazione, gli adeguamenti impiantistici, le opere strutturali e le autorizzazioni richieste per intervenire su complessi di rilievo storico.
Il numero dei posti letto ottenibili sarà uno dei principali criteri di scelta, insieme alla sostenibilità finanziaria e alla rapidità con cui la residenza potrà entrare in funzione. Soltanto al termine di questo percorso la Regione potrà individuare il sito da privilegiare e definire le successive fasi progettuali.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.