ZES Nord, il Veneto chiede incentivi e meno burocrazia
15/07/2026
Il Veneto rilancia la richiesta di istituire una ZES Nord e di ampliare il perimetro delle Zone Logistiche Semplificate già operative. La proposta arriva dal presidente della Regione, Alberto Stefani, intervenuto nel confronto aperto tra governatori e Confindustria sulle misure necessarie a sostenere la competitività delle imprese settentrionali. Al centro della posizione veneta ci sono agevolazioni fiscali, contributi agli investimenti e procedure autorizzative più rapide per i territori esposti alla concorrenza delle aree confinanti.
Il divario con Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia
Secondo Stefani, la questione non riguarda esclusivamente il tratto di confine tra Veneto e Austria. La regione occupa una posizione di collegamento tra territori soggetti a regimi amministrativi, fiscali e normativi differenti: confina infatti con la Provincia autonoma di Trento e con il Friuli Venezia Giulia, realtà dotate di forme particolari di autonomia.
Queste differenze, sostiene il presidente, incidono sulle decisioni delle aziende relative a nuovi stabilimenti, investimenti, assunzioni e trasferimenti delle attività. Le imprese venete situate nelle zone più vicine ai confini regionali possono trovarsi a competere con operatori che dispongono di condizioni considerate più favorevoli, sia sul piano fiscale sia sotto il profilo delle procedure amministrative.
La Regione chiede quindi che tali aree possano beneficiare di strumenti simili a quelli previsti per le Zone economiche speciali e per le Zone logistiche semplificate. L’obiettivo dichiarato è ridurre lo svantaggio territoriale e creare condizioni comparabili per le aziende che operano a pochi chilometri di distanza, ma all’interno di sistemi istituzionali diversi.
Crediti d’imposta e contributi per nuovi investimenti
La proposta veneta prevede una combinazione di semplificazioni burocratiche e incentivi economici. Tra le misure indicate figurano tempi più brevi per il rilascio delle autorizzazioni, procedure amministrative coordinate e un quadro normativo stabile per le imprese interessate ad ampliare la propria presenza sul territorio.
Stefani ha inoltre richiamato la necessità di introdurre crediti d’imposta e contributi a fondo perduto. Le agevolazioni dovrebbero favorire l’apertura di nuovi impianti, sostenere l’ammodernamento di quelli esistenti e rafforzare la capacità delle aziende di affrontare periodi di instabilità economica o difficoltà nelle catene di approvvigionamento.
Il modello proposto punta ad attirare capitali privati senza limitarsi a compensare gli svantaggi delle zone di confine. La ZES Nord dovrebbe diventare, nelle intenzioni della Regione, uno strumento per promuovere programmi industriali ad alto contenuto tecnologico, rafforzare l’occupazione e consolidare le filiere produttive presenti nelle province venete.
Tecnologie, sostenibilità e produzioni venete
La strategia indicata dal presidente assegna un ruolo centrale alle nuove tecnologie, ai processi produttivi ecosostenibili e alle produzioni di qualità che caratterizzano il sistema economico regionale. Le agevolazioni dovrebbero essere collegate a investimenti capaci di aumentare l’efficienza, ridurre l’impatto ambientale e migliorare la competitività sui mercati internazionali.
Il Veneto, ha spiegato Stefani, non chiede condizioni privilegiate, ma strumenti paragonabili a quelli già riconosciuti in altre zone italiane. La richiesta nasce dalla necessità di evitare che la presenza di regimi differenti condizioni la localizzazione delle attività economiche e spinga gli investitori verso territori limitrofi.
La Regione intende quindi presentare la ZES Nord come una politica di riequilibrio, applicata a un’area caratterizzata da una forte vocazione manifatturiera, da una rete diffusa di piccole e medie imprese e da collegamenti logistici strategici tra l’Italia centrale, l’Europa orientale e i mercati del Nord.
La ZLS Venezia-Rovigo come modello operativo
Tra le esperienze richiamate dalla presidenza regionale figura la ZLS Venezia-Rovigo, considerata un esempio degli effetti che le semplificazioni e gli incentivi possono produrre sugli investimenti. Il progetto interessa un’area collegata al sistema portuale veneziano e al tessuto produttivo polesano, con l’obiettivo di rendere più attrattive le localizzazioni industriali e logistiche.
Stefani ha citato anche il progetto dell’hub europeo delle materie prime critiche a Porto Marghera. L’iniziativa viene indicata come conferma della funzione industriale e strategica del territorio veneziano, soprattutto nei settori legati alla transizione energetica, alle tecnologie avanzate e alla sicurezza delle forniture.
La disponibilità di materie prime considerate essenziali per batterie, elettronica, energie rinnovabili e industria digitale rappresenta infatti uno dei principali temi economici europei. Porto Marghera potrebbe assumere un ruolo rilevante nelle attività di lavorazione, recupero, stoccaggio e distribuzione di questi materiali.
Confronto con Governo e Confindustria
Regione Veneto intende proseguire il dialogo con il Governo, Confindustria e le altre amministrazioni interessate alla creazione di una zona economica speciale nel Nord Italia. La discussione dovrà definire il perimetro territoriale, le risorse disponibili, i criteri di accesso agli incentivi e le competenze degli enti coinvolti.
La richiesta comprende anche l’estensione delle Zone Logistiche Semplificate, così da includere nuovi poli produttivi e infrastrutturali collegati ai porti, alle reti ferroviarie e alle principali direttrici stradali. Per il Veneto, la combinazione tra ZES e ZLS può diventare uno strumento per sostenere gli investimenti e ridurre le differenze competitive che oggi interessano le aree di confine.
Stefani ha assicurato che la Regione continuerà a lavorare con le istituzioni nazionali e con il sistema imprenditoriale affinché la proposta venga tradotta in un provvedimento concreto. Il confronto avviato tra territori e rappresentanze produttive viene considerato il punto di partenza per definire una politica industriale dedicata alle regioni settentrionali.
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