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Aeroporti Veneto: traffico Venezia e Treviso 2026

14/06/2026

Aeroporti Veneto: traffico Venezia e Treviso 2026

Il sistema aeroportuale del Veneto si articola attorno a due infrastrutture che, pur condividendo un bacino di utenza geograficamente contiguo, hanno sviluppato nel tempo vocazioni operative profondamente distinte: il Marco Polo di Venezia, scalo internazionale di prima fascia con una capacità ricettiva che lo colloca stabilmente tra i primi cinque aeroporti italiani per volumi di traffico, e il Canova di Treviso, struttura di dimensioni più contenute che ha costruito la propria identità sul segmento low cost e sui flussi stagionali provenienti dall'Europa orientale. Comprendere i dati di traffico passeggeri di questi due aeroporti significa leggere, in filigrana, le dinamiche del turismo veneto, i mutamenti nella composizione della domanda aerea e le scelte strategiche del gestore SAVE, che controlla entrambi gli scali attraverso una gestione coordinata volta a massimizzare la complementarità tra i due asset.

Nel 2025, il Marco Polo ha consolidato la propria posizione superando i 12 milioni di passeggeri, un risultato che conferma la traiettoria di crescita sostenuta avviata dopo la fase di recupero post-pandemica; il Canova, con circa 3,2 milioni di passeggeri nello stesso periodo, ha registrato una performance positiva trainata soprattutto dall'espansione delle rotte operate da Ryanair e Wizz Air verso destinazioni dell'Europa centrale e balcanica. I dati riferiti ai primi mesi del 2026 indicano una continuità con questi trend, sebbene la stagionalità rimanga un fattore strutturale particolarmente accentuato per Treviso, dove i picchi estivi concentrano oltre il 60% del traffico annuale in un arco temporale di quattro mesi.

Analizzare congiuntamente i due scali permette di cogliere tensioni e sinergie che una lettura isolata dei numeri non restituirebbe: la pressione sulle infrastrutture del Marco Polo durante l'alta stagione turistica veneziana, la funzione di valvola di sfogo che il Canova ha storicamente svolto per i vettori sensibili al costo delle tasse aeroportuali, la competizione latente tra i due scali per attrarre nuove rotte intercontinentali. Questi elementi compongono un quadro che va oltre la semplice contabilità dei movimenti, interrogando le priorità di sviluppo infrastrutturale del territorio.

Dati di traffico passeggeri: Venezia Marco Polo

Il Marco Polo ha chiuso il 2025 con 12,4 milioni di passeggeri, distribuiti su circa 95.000 movimenti aerei, con una quota di traffico internazionale che si attesta stabilmente attorno all'82% del totale; questa composizione riflette la natura dello scalo, orientato prevalentemente verso il turismo incoming di media e lunga percorrenza, con flussi rilevanti dal Nord America — in particolare dagli hub di New York JFK, Philadelphia e Toronto — e dall'Asia orientale, dove le rotte verso Tokyo e Seoul hanno ripreso piena operatività dopo le riduzioni registrate nel biennio 2022-2023. Il traffico domestico, pur minoritario in termini assoluti, mantiene una struttura stabile grazie ai collegamenti con Roma Fiumicino e Napoli, che servono principalmente la domanda dei residenti veneti e la connettività in trasferimento verso voli intercontinentali della capitale.

Sul fronte della distribuzione mensile, luglio e agosto 2025 hanno registrato rispettivamente 1,38 e 1,42 milioni di passeggeri, valori che portano il sistema di gestione a operare in condizioni di saturazione relativa per quanto riguarda le aree di imbarco e i servizi di terra; la gestione dei picchi stagionali è una delle priorità operative dichiarate da SAVE nel piano industriale presentato a inizio 2026, che prevede investimenti nell'ampliamento del terminal principale e nella digitalizzazione dei processi di boarding per ridurre i tempi di attesa nei mesi critici. Sul versante delle compagnie aeree, Lufthansa, easyJet, Ryanair e ITA Airways figurano tra i vettori con il maggior numero di movimenti, mentre Delta Air Lines e United Airlines presidiano il segmento transatlantico con frequenze giornaliere durante l'estate.

Dati di traffico passeggeri: Treviso Canova

Il Canova presenta una struttura di traffico radicalmente diversa rispetto al Marco Polo: dei 3,2 milioni di passeggeri registrati nel 2025, oltre il 75% ha viaggiato su vettori a tariffa ridotta, con Ryanair che da sola concentra circa il 55% dei movimenti totali dello scalo, una dipendenza da un singolo operatore che costituisce al tempo stesso il principale punto di forza commerciale dell'aeroporto e la sua principale vulnerabilità strategica. Le rotte verso Cracovia, Bucarest, Katowice, Sofia e Varsavia riflettono la composizione demografica del bacino di pendolari internazionali insediato nel Veneto, che utilizza lo scalo trevigiano per i collegamenti con i paesi di origine; questa domanda, relativamente anelastica rispetto alle variazioni tariffarie stagionali, garantisce al Canova una base di traffico stabile anche nei mesi invernali.

La performance del 2026, nei dati parziali disponibili per il primo trimestre, mostra un incremento del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, sostenuto dall'apertura di due nuove rotte Ryanair verso Lione e Madrid e dall'aumento delle frequenze su Londra Stansted; il dato più significativo, tuttavia, è l'aumento della quota di passeggeri in partenza rispetto a quelli in arrivo, che segnala una crescita della domanda outgoing da parte dei residenti veneti verso destinazioni europee a tariffe competitive, un segmento che lo scalo aveva storicamente presidiato meno rispetto al traffico incoming.

Confronto tra i due scali: specializzazione e complementarità

La gestione coordinata dei due aeroporti veneti da parte di SAVE consente di leggere i dati di traffico non come cifre indipendenti ma come componenti di un sistema integrato, dove le decisioni commerciali relative a uno scalo hanno ricadute dirette sull'altro: quando Ryanair ha spostato alcune rotte dal Canova al Marco Polo nel 2023, il traffico del secondo è diminuito temporaneamente del 7% mentre quello del primo ha registrato un incremento proporzionalmente inferiore, diluito dalla maggiore capacità e dalla diversificazione del mix di vettori. Questo episodio illustra la dipendenza strutturale del Canova dalle scelte dei grandi operatori low cost, una condizione che SAVE ha cercato di mitigare attraverso accordi pluriennali e incentivi commerciali legati al raggiungimento di soglie di traffico.

Sul piano delle infrastrutture, i due scali competono per risorse di investimento limitate all'interno dello stesso piano industriale, con il Marco Polo che assorbe la quota maggioritaria dei capitali destinati all'espansione capacitiva, mentre il Canova beneficia di interventi più mirati sull'efficienza operativa e sulla qualità delle aree commerciali airside; questa asimmetria riflette la gerarchia di priorità del gestore, orientato a consolidare la posizione del Marco Polo nel segmento premium e intercontinentale, affidando al Canova un ruolo di presidio del traffico point-to-point a basso costo. La complementarità funziona finché i due bacini di domanda rimangono sufficientemente distinti, ma l'eventuale saturazione del Marco Polo nei mesi di punta potrebbe accelerare un riorientamento strategico anche per lo scalo trevigiano.

Impatto economico sul territorio veneto

Il contributo economico del sistema aeroportuale veneto al territorio regionale si misura attraverso indicatori che vanno ben oltre i ricavi aeroportuali diretti: le stime elaborate dalla Camera di Commercio di Venezia per il 2025 attribuiscono agli aeroporti Marco Polo e Canova un impatto complessivo sull'economia regionale di circa 4,2 miliardi di euro, considerando l'indotto turistico generato dai passeggeri in arrivo, le attività logistiche connesse al cargo — il Marco Polo è uno dei principali scali italiani per il traffico merci aereo — e l'occupazione diretta e indiretta nelle filiere collegate. Il traffico cargo del Marco Polo, spesso meno visibile nelle analisi orientate al passeggero, ha raggiunto nel 2025 le 106.000 tonnellate, con una componente rilevante di beni ad alto valore aggiunto destinati ai mercati asiatici e nordamericani.

Per il territorio trevigiano, il Canova svolge una funzione economica parzialmente diversa: il traffico incoming a basso costo genera un impatto più concentrato nei settori della ristorazione, dell'ospitalità diffusa e del commercio al dettaglio, con visitatori che si distribuiscono su un'area più ampia rispetto a quella raggiunta dai passeggeri del Marco Polo, tendenzialmente più orientati verso Venezia città e le destinazioni lacustri del Lago di Garda. La dispersione geografica del turismo low cost, pur producendo ricadute economiche pro-capite inferiori, contribuisce a distribuire i benefici del flusso turistico su ambiti territoriali che altrimenti resterebbero ai margini dei circuiti principali.

Prospettive di sviluppo e fattori di rischio per gli aeroporti veneti

Le prospettive di sviluppo del sistema aeroportuale veneto per il biennio 2026-2027 sono condizionate da almeno tre variabili di ordine strutturale: la capacità del Marco Polo di attrarre nuove rotte intercontinentali in un contesto di forte competizione con Milano Malpensa per i flussi da e verso il Nord-Est italiano; l'evoluzione delle politiche tariffarie dei vettori low cost, che potrebbero ridisegnare la mappa delle rotte del Canova in risposta all'aumento dei costi del carburante e alle pressioni regolamentari europee sulle emissioni del trasporto aereo; infine, l'impatto delle infrastrutture di connessione terrestre, con il completamento dell'accesso ferroviario diretto al Marco Polo — previsto entro il 2027 — che potrebbe modificare significativamente il bacino di utenza effettivo dello scalo, estendendolo fino a Padova, Vicenza e Verona. L'accessibilità terrestre rimane il fattore più critico per entrambi gli scali: la congestione stradale sulla A4 e sulla SS14 nelle giornate di picco genera disservizi che influenzano la scelta del vettore e dello scalo da parte dei passeggeri del Nord-Est, un elemento che i dati di traffico aggregati non catturano ma che gli operatori del settore riconoscono come determinante nelle decisioni di routing.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to