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Export Veneto, crescita trainata dalla nautica: allarme PMI

15/06/2026

Export Veneto, crescita trainata dalla nautica: allarme PMI

Le esportazioni manifatturiere del Veneto crescono nel primo trimestre 2026, ma il dato positivo nasconde una difficoltà diffusa per molti comparti produttivi regionali. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Veneto sui dati Istat del commercio estero, l’export manifatturiero ha raggiunto 20,03 miliardi di euro, in aumento del 5,1% rispetto ai 19,06 miliardi registrati nello stesso periodo del 2025. Tuttavia, senza l’exploit della nautica, il trimestre si sarebbe chiuso con un calo dell’1,1%, pari a oltre 209 milioni di euro in meno.

Il peso decisivo di navi e imbarcazioni

A determinare quasi interamente la crescita è stata la voce “Altri mezzi di trasporto”, comparto che comprende prevalentemente navi e imbarcazioni. In un solo anno l’export di questo settore è passato da 270,9 milioni a 1,46 miliardi di euro, con un incremento superiore a 1,18 miliardi e una variazione del 437,2%.

Il risultato complessivo del Veneto, quindi, appare positivo nella lettura aggregata, ma diventa molto più fragile se si osserva la dinamica dei singoli settori. Al netto della nautica, infatti, il manifatturiero regionale avrebbe registrato una flessione, mostrando una difficoltà che coinvolge diverse produzioni simbolo del made in Veneto.

Il quadro è analogo sul mercato statunitense. Le esportazioni venete verso gli Stati Uniti sono cresciute del 57,7%, passando da 1,70 a 2,68 miliardi di euro. Anche in questo caso, però, il balzo è legato quasi esclusivamente alle imbarcazioni. Escludendo la nautica, l’export verso gli Usa scenderebbe da 1,69 a 1,49 miliardi, con una contrazione del 12,2%, pari a oltre 205 milioni di euro.

I comparti in sofferenza e il nodo dei dazi

Tra i settori più penalizzati figurano alcuni pilastri dell’economia regionale. I macchinari registrano un calo dell’11,6%, le altre industrie manifatturiere del 19,1%, le bevande del 21,9%, i mobili del 10,7% e la metallurgia del 40,3%.

Secondo Confartigianato Imprese Veneto, l’incertezza generata dalla politica commerciale americana e dall’introduzione dei dazi sta incidendo sulle scelte degli operatori economici. Per un sistema produttivo fortemente orientato all’estero, ogni freno agli scambi internazionali si riflette direttamente sulla capacità delle imprese di programmare investimenti, ordini e strategie commerciali.

Il presidente Roberto Boschetto sottolinea che la stabilità geopolitica è un fattore essenziale di competitività per il Veneto. Le imprese regionali, soprattutto quelle piccole e medie, si trovano a operare in uno scenario segnato da tensioni commerciali, guerre e incertezza sui principali mercati di riferimento.

Medio Oriente in forte calo

Ancora più marcato è l’impatto delle tensioni geopolitiche nell’area mediorientale. Nel primo trimestre 2026 le esportazioni manifatturiere venete verso il Medio Oriente si sono fermate a 603,4 milioni di euro, contro gli 818,3 milioni dello stesso periodo del 2025. La perdita è di 214,9 milioni, con una flessione del 26,3%.

I cali riguardano comparti strategici: macchinari in diminuzione del 32,9%, altre industrie manifatturiere del 30,5%, apparecchiature elettriche del 25,9%, metallurgia del 45%, mobili del 19,7% e sistema pelle del 21%.

Particolarmente pesante il bilancio dei Paesi del Golfo, che negli ultimi anni avevano rappresentato un mercato dinamico per le produzioni venete ad alto valore aggiunto. Verso Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Oman e Bahrein l’export manifatturiero regionale è sceso del 34,3%. Il dato degli Emirati Arabi Uniti segna una contrazione ancora più netta, pari al 39,9%.

Europa stabile, Mercosur in crescita

L’analisi geografica mostra invece una maggiore tenuta dei mercati europei. Le principali economie dell’Unione continuano a rappresentare un punto di riferimento per il manifatturiero veneto: le esportazioni crescono verso la Germania dell’1%, verso la Francia dello 0,8% e verso la Spagna del 5,8%.

Per Boschetto, il mercato unico europeo resta un elemento di stabilità in una fase in cui fuori dall’Europa emergono con maggiore forza gli effetti delle tensioni geopolitiche e commerciali. Allo stesso tempo, Confartigianato richiama la necessità di aprire nuovi spazi di crescita per le imprese.

In questa prospettiva spicca il risultato dei Paesi del Mercosur. Le esportazioni manifatturiere venete verso Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay sono cresciute dell’8,5%, passando da 161,8 a 175,5 milioni di euro, con un incremento di 13,7 milioni.

Secondo Confartigianato, proprio questi dati mostrano l’esistenza di opportunità concrete per il sistema produttivo veneto. Da qui il sostegno alla conclusione dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur e l’apprezzamento per il voto con cui il Consiglio regionale del Veneto ha respinto la mozione contraria all’intesa. In una fase segnata da dazi, guerre e instabilità internazionale, aprire nuovi mercati viene indicato come una scelta strategica per dare prospettive alle imprese venete.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.