Autonomia Veneto, Consiglio approva le intese con il Governo
04/09/2026
Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato gli schemi di intesa definitivi tra Regione e Governo sull’Autonomia differenziata. Il voto dell’assemblea di Palazzo Ferro Fini segna un nuovo passaggio nell’iter avviato dalla Regione e arriva circa un mese dopo l’approvazione dei documenti da parte della Giunta regionale. Il presidente del Veneto Alberto Stefani ha accolto favorevolmente la decisione, chiedendo che i prossimi passaggi istituzionali vengano completati rapidamente.
Dopo il voto regionale restano Governo e Parlamento
Secondo quanto indicato dal presidente Stefani, dopo il via libera del Consiglio regionale il percorso dovrà proseguire con un passaggio in Consiglio dei ministri e successivamente con il voto definitivo del Parlamento. Il presidente ha ricordato che gli schemi di intesa avevano già ricevuto i pareri favorevoli di Senato, Camera e Consiglio delle Autonomie Locali.
Stefani ha collegato la nuova tappa al percorso iniziato nel 2017 con il referendum consultivo sull’autonomia, sottolineando che oltre 2,5 milioni di veneti parteciparono alla consultazione. Per il presidente, la richiesta di maggiori competenze regionali risponde alla volontà di avvicinare le decisioni amministrative ai cittadini e di attribuire alla Regione ulteriori responsabilità nella gestione di alcune materie.
Nel suo intervento Stefani ha inoltre richiamato l’esperienza maturata durante l’esame parlamentare della legge quadro sull’autonomia, di cui era stato relatore. Il presidente ha respinto le critiche secondo cui il modello potrebbe creare disparità territoriali, sostenendo invece che il rafforzamento delle autonomie locali possa essere compatibile con l’unità della Repubblica prevista dalla Costituzione.
Le materie interessate dalle intese con il Veneto
Le competenze attualmente comprese negli schemi di intesa riguardano Protezione civile, Professioni, Previdenza complementare e integrativa e alcuni ambiti relativi alla Tutela della salute e al coordinamento della finanza pubblica. È su questi settori che la Regione punta a ottenere maggiori margini di intervento una volta completato l’iter previsto.
Tra gli effetti indicati da Stefani figurano la possibilità di intervenire con maggiore autonomia nella programmazione dell’edilizia sanitaria e degli investimenti tecnologici, nella gestione di alcune componenti della spesa sanitaria e nell’organizzazione di strumenti integrativi collegati alle competenze regionali. Il presidente ha inoltre fatto riferimento alla possibilità di utilizzare contratti integrativi più aderenti alle necessità del territorio.
Stefani chiede collaborazione tra le forze politiche
Il presidente del Veneto ha definito il voto del Consiglio regionale un passaggio capace di aprire una nuova fase del confronto istituzionale. La sua richiesta alle forze politiche è quella di valutare i risultati concreti che l’autonomia potrà produrre per il territorio, superando le contrapposizioni emerse durante l’iter parlamentare della riforma.
Stefani ha ribadito che, nella visione della Giunta regionale, l’autonomia non rappresenta una rottura dell’assetto nazionale, ma uno strumento attraverso il quale le Regioni possono assumere maggiori responsabilità. Il Veneto, ha spiegato, intende proporsi come Regione apripista nell’applicazione delle nuove competenze. L’attenzione si sposta ora sulle decisioni del Governo e sul successivo esame parlamentare, passaggi necessari prima che le intese possano diventare operative.
Autonomia Veneto: via libera del Consiglio regionale Il Consiglio regionale approva le intese sull’Autonomia del Veneto. Ora il percorso passa dal Governo e dal voto definitivo del Parlamento.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to