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Body shaming, Stefani: rompere la catena dell’insulto

14/05/2026

Body shaming, Stefani: rompere la catena dell’insulto

Il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, interviene in occasione della Giornata Nazionale contro il body shaming del 16 maggio con un richiamo alla responsabilità collettiva contro la denigrazione dell’aspetto fisico, soprattutto quando colpisce ragazze e ragazzi. Per Stefani, gli insulti sul corpo non possono essere ridotti a battute o provocazioni leggere, perché rappresentano una forma di violenza psicologica capace di lasciare conseguenze profonde, amplificate oggi dai social network e dalla rapidità con cui giudizi offensivi, modelli estetici irraggiungibili e profili anonimi raggiungono i più giovani.

Social, minori e proposta di legge regionale

Nel suo intervento, Stefani collega il tema del body shaming alla necessità di una regolamentazione più severa dei social network, ricordando la proposta di legge statale di iniziativa regionale con cui intende vietarne l’utilizzo ai minori di 14 anni. Secondo il presidente, i più piccoli non dispongono ancora degli strumenti intellettuali e della maturità necessari per affrontare un ambiente digitale nel quale commenti aggressivi, falsi profili e contenuti denigratori possono incidere sull’autostima e sulla percezione di sé.

Stefani richiama anche il legame, da lui indicato, tra la diffusione massiva dei social e l’aumento dei disturbi alimentari, sostenendo che piattaforme fondate su immagini, confronto continuo e modelli di perfezione possano generare disagio. Il problema, nella sua lettura, riguarda una cultura digitale che espone adolescenti e preadolescenti a una pressione costante sull’aspetto fisico, sulla forma del corpo e sull’adesione a standard spesso lontani dalla vita reale.

Il presidente definisce questo meccanismo un modello distorto da contrastare con decisione, perché il body shaming non si limita alla singola offesa: può diventare ripetizione, isolamento, senso di inadeguatezza e paura del giudizio. Per questo, afferma, la tutela dei minori deve passare anche da regole più chiare sull’accesso alle piattaforme digitali.

Tre milioni contro il bullismo e appello a famiglie e scuole

Accanto alla regolamentazione dei social, Stefani richiama l’impegno della Regione Veneto sul fronte della prevenzione. L’amministrazione regionale ha destinato 3 milioni di euro al contrasto del bullismo nelle scuole, con l’obiettivo di sostenere percorsi di sensibilizzazione, educazione al rispetto e tutela delle relazioni tra studenti.

Per il presidente, tuttavia, le risorse pubbliche possono produrre effetti concreti soltanto se accompagnate da un impegno diretto delle comunità scolastiche, delle famiglie e degli stessi ragazzi. Studentesse e studenti vengono chiamati a interrompere la catena dell’insulto, evitando di alimentare commenti offensivi, derisioni e attacchi gratuiti, anche quando avvengono online o vengono mascherati da ironia.

Stefani assegna un ruolo centrale anche ai genitori, invitati a vigilare sull’uso precoce dei social e ad accompagnare i figli verso una fruizione più consapevole degli strumenti digitali. La Giornata Nazionale contro il body shaming diventa così, nelle parole del presidente veneto, un’occasione per ribadire che la dignità della persona non può essere misurata dall’aspetto fisico e che il rispetto deve essere costruito ogni giorno, nelle classi, nelle famiglie, negli spazi pubblici e nelle relazioni online.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.