Enego, intimidazione a Cappellari: condanna di Stefani
01/06/2026
Il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, ha espresso ferma condanna per l’atto intimidatorio avvenuto la scorsa notte a Enego ai danni del giornalista Adriano Cappellari. Il caso riguarda un professionista dell’informazione già destinatario di minacce legate alla sua attività giornalistica e alle sue inchieste. Secondo Stefani, l’episodio segna un passaggio particolarmente grave, perché colpisce direttamente chi esercita il diritto-dovere di informare e richiama l’attenzione sul tema della libertà di stampa.
La solidarietà della Regione al giornalista
Nel suo intervento, il presidente ha rivolto a Cappellari, alla sua famiglia e ai suoi colleghi la vicinanza personale e quella dell’intera Regione del Veneto. Un messaggio istituzionale netto, arrivato dopo un episodio definito grave e inquietante, che segue precedenti minacce già giudicate inaccettabili.
Stefani ha sottolineato che nessun giornalista deve sentirsi solo quando svolge con serietà e coraggio il proprio lavoro. La presa di posizione assume un valore pubblico perché riconosce nella libertà di informare un presidio essenziale della vita democratica, soprattutto quando l’attività giornalistica riguarda temi sensibili, inchieste o vicende capaci di generare pressioni e reazioni ostili.
“Attacco alla stampa, attacco alla democrazia”
Il presidente ha richiamato il significato più ampio dell’accaduto, affermando che ogni attacco alla stampa rappresenta un attacco ai valori fondamentali della democrazia e della convivenza civile. Il riferimento è al ruolo dell’informazione libera, chiamata a raccontare fatti, indagare responsabilità e offrire ai cittadini strumenti di conoscenza.
L’atto intimidatorio avvenuto a Enego viene quindi collocato dentro una cornice che supera il singolo episodio. Quando un giornalista viene minacciato o colpito per il proprio lavoro, il danno riguarda anche la comunità, perché si tenta di comprimere il diritto dei cittadini a essere informati e a conoscere vicende di interesse pubblico.
L’appello a forze dell’ordine e magistratura
Stefani ha espresso fiducia nell’attività delle forze dell’ordine e della magistratura, auspicando che i responsabili vengano individuati rapidamente e assicurati alla giustizia. Il presidente ha ribadito che il Veneto è una terra fondata su legalità, libertà e rispetto delle istituzioni, dove ricatti e violenza non possono trovare spazio.
La posizione della Regione arriva come segnale di sostegno nei confronti di Cappellari e, più in generale, del lavoro giornalistico svolto sul territorio. La condanna dell’intimidazione diventa così anche un richiamo alla responsabilità collettiva: proteggere chi informa significa difendere trasparenza, sicurezza democratica e qualità della vita civile.
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