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Veneto, 4 milioni per 19 progetti di ricerca iNEST

16/07/2026

Veneto, 4 milioni per 19 progetti di ricerca iNEST

Regione Veneto investe 3.973.651,37 euro in 19 nuovi progetti di ricerca collegati all’Ecosistema dell’Innovazione iNEST, coinvolgendo 91 ricercatori e professionisti qualificati. L’intervento punta a trasformare conoscenze scientifiche, brevetti e tecnologie sviluppate negli atenei in applicazioni concrete per imprese, servizi pubblici e territori, con attività nei comparti della manifattura, della salute, dell’energia, dell’agroalimentare, della cultura e della sostenibilità ambientale.

Il programma è stato presentato mercoledì 15 luglio a Venezia durante una tavola rotonda promossa dalla Regione sul rapporto tra innovazione, ricerca e competitività. iNEST è nato come Ecosistema dell’Innovazione finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e riunisce nove università e due enti di ricerca del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e delle Province autonome di Trento e Bolzano.

Novantuno incarichi per trattenere ricercatori qualificati

Le risorse regionali permetteranno di finanziare 30 incarichi post-dottorato, 57 incarichi di ricerca e quattro contratti di ricerca. Le attività saranno distribuite tra università e Consiglio nazionale delle ricerche, consolidando una rete che mette in relazione competenze ingegneristiche, ambientali, sanitarie, culturali e agroalimentari.

L’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci ha spiegato che l’investimento deve essere considerato uno strumento di politica industriale. La finalità è accompagnare il trasferimento dei risultati scientifici verso le aziende, affinché le tecnologie sperimentate possano produrre innovazione, occupazione qualificata e sviluppo economico.

La Regione intende inoltre creare condizioni favorevoli alla permanenza dei giovani ricercatori sul territorio. Per offrire prospettive professionali coerenti con la loro preparazione, secondo Bitonci, occorre rafforzare le imprese ad alta intensità tecnologica e favorire nuove collaborazioni tra laboratori universitari e sistema produttivo.

Brevetti universitari più vicini al mercato

Uno degli obiettivi indicati riguarda la valorizzazione dei brevetti e dei risultati scientifici già disponibili negli atenei veneti, ma ancora poco utilizzati dalle imprese. La Regione vuole assumere una funzione di collegamento tra chi produce conoscenza e chi può trasformarla in prodotti, processi industriali e servizi.

A settembre è previsto un appuntamento dedicato all’incontro tra università e aziende, durante il quale saranno presentate competenze, tecnologie e opportunità di collaborazione. L’iniziativa dovrà facilitare l’avvio di progetti condivisi e accelerare il trasferimento tecnologico.

Il percorso si inserisce nel lavoro del Tavolo permanente istituito con gli atenei veneti per coordinare ricerca, formazione, innovazione e sviluppo economico. La Regione punta a costruire una strategia comune in vista della prossima programmazione europea e a rafforzare reti, distretti e filiere innovative.

Padova coordina cinque progetti con 25 ricercatori

L’Università di Padova riceve 1.133.564,97 euro per cinque progetti che coinvolgono 25 persone. H-CORE studierà la collaborazione tra lavoratori e robot collaborativi, con l’obiettivo di migliorare fiducia, coordinamento e benessere negli ambienti produttivi.

TEMI svilupperà tecnologie centrate sulla persona, sistemi di intelligenza artificiale interpretabile e soluzioni di automazione sostenibile per la manifattura. PRODIGI si concentrerà sul recupero dei sottoprodotti agroalimentari e sull’uso dei gemelli digitali nei vigneti e nei processi di fermentazione.

IDEAL unirà psicologia ambientale, progettazione biofilica e patrimonio archeologico per realizzare spazi capaci di favorire benessere e adattamento climatico. RE-NATURE Veneto svilupperà sistemi intelligenti per controllare gli ecosistemi montani e marini esposti a inquinamento, instabilità e cambiamenti climatici.

Ca’ Foscari lavora su cultura, acqua e filiere circolari

L’Università Ca’ Foscari Venezia coordina sei progetti, con 27 persone coinvolte e un finanziamento di 991.520 euro. DIGIT-IA-Mu sperimenterà narrazioni digitali e immersive per rendere i musei veneti più attrattivi per i giovani e per il pubblico internazionale.

SmartCycle combinerà recupero degli scarti industriali, nuovi materiali, analisi dei dati, intelligenza artificiale e sicurezza informatica. TECC analizzerà i cambiamenti nei settori culturali e creativi, osservando l’evoluzione delle competenze, delle reti professionali e dei modelli economici.

SLIMM applicherà intelligenza artificiale e statistica avanzata al monitoraggio ambientale, energetico e idrologico, con applicazioni per città intelligenti e zone montane. H2O_VAL studierà la gestione dell’acqua, dagli inquinanti emergenti ai sistemi di depurazione, fino al recupero delle biomasse marine. CIRCLES elaborerà soluzioni digitali e circolari per una filiera vitivinicola più tracciabile e resistente alle variazioni climatiche ed economiche.

Verona investe in salute, turismo e agricoltura digitale

L’Università di Verona realizzerà quattro progetti con 23 ricercatori e un contributo di 991.768 euro. TEAM-AI svilupperà sensori, dispositivi indossabili, realtà aumentata, sistemi aptici ed esoscheletri destinati ad assistere gli operatori nella manifattura avanzata.

SMART AGRIFOOD utilizzerà modelli previsionali, droni, rover autonomi, trappole elettroniche e gemelli digitali nella filiera vitivinicola. Il progetto includerà anche strumenti per rendere la logistica agricola più efficiente e sostenibile.

ReBalance impiegherà big data, intelligenza artificiale e blockchain per distribuire meglio i flussi turistici, ridurre la pressione sulle mete congestionate e valorizzare aree marginali, itinerari lenti e identità locali.

I-RENE sperimenterà invece una rete sanitaria territoriale guidata da personale infermieristico e programmi di esercizio fisico da remoto per le persone sottoposte a dialisi, con lo scopo di sostenerne autonomia e qualità della vita.

IUAV studia clima, costruzioni e imprese creative

L’Università IUAV di Venezia partecipa con tre progetti, 14 persone e 703.198,40 euro. Data2reX trasformerà dati climatici, territoriali ed ecosistemici in strumenti geospaziali utili alla pianificazione, alla resilienza e all’adattamento dei territori.

BuildForesight realizzerà un servizio di previsione industriale e una piattaforma digitale destinati ad accompagnare la decarbonizzazione del settore edilizio e dell’ambiente costruito. RE Factor analizzerà i fattori competitivi delle aziende di moda, design e artigianato artistico, promuovendo materiali circolari, recupero degli scarti e collaborazioni tra filiere.

Il Cnr completa il programma con TASMA, progetto da 153.600 euro che coinvolge due persone. Le attività riguarderanno le reti di comunicazione industriale e le tecnologie ottiche per la spettroscopia dei gas, con l’obiettivo di trasferire soluzioni ingegneristiche al comparto manifatturiero.

Mappatura delle imprese nei settori strategici

La Regione ha commissionato anche una mappatura delle aziende venete attive nei comparti considerati strategici, tra cui aerospazio, microelettronica, biomedicale, biochimica, agroalimentare e digitale. La ricognizione servirà a conoscere la distribuzione delle competenze, individuare possibili collaborazioni e rafforzare le filiere tecnologiche regionali.

Franco Bonollo, docente dell’Università di Padova e presidente del Consorzio iNEST, ha evidenziato che i progetti porteranno risultati scientifici e prototipi verso livelli di sviluppo più vicini all’impiego operativo e all’ingresso sul mercato. Le applicazioni riguarderanno la transizione digitale e ambientale, la competitività delle piccole e medie imprese, la gestione delle risorse, la salute, il turismo e la capacità dei territori di reagire alle trasformazioni economiche e climatiche.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to