Fly Trap, 17 arresti: tre persone fermate in Veneto
18/09/2026
Diciassette persone arrestate, decine di migliaia di immagini e video sequestrati e una rete online con collegamenti internazionali: sono i numeri dell’operazione “Fly Trap”, condotta dalla Polizia di Stato contro la diffusione di materiale pedopornografico. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma e sviluppata dalla Polizia Postale, ha interessato numerose province italiane e ha coinvolto anche il Veneto. Tra gli arrestati figurano tre persone residenti nelle province di Verona, Padova e Treviso, secondo quanto ricostruito da RaiNews; il comunicato della Regione Veneto del 17 settembre ha richiamato in particolare l’attività svolta dalla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Padova.
L’indagine partita nel 2024 e l’attività sotto copertura
L’attività investigativa era iniziata nel 2024 e ha portato gli specialisti a ricostruire il funzionamento di una comunità online utilizzata per condividere materiale illecito. Secondo le informazioni emerse sull’operazione, una parte delle indagini è stata condotta attraverso attività sotto copertura, che hanno consentito agli investigatori di individuare utenti e amministratori della rete.
Nel complesso, 22 utenti italiani sono stati destinatari di provvedimenti di perquisizione personale, locale e informatica. Dieci persone sono state arrestate in flagranza dopo il ritrovamento di ingenti quantità di materiale pedopornografico custodito su dispositivi elettronici e, in diversi casi, protetto attraverso cartelle crittografate o sistemi predisposti per renderne più difficile l’individuazione. All’operazione hanno partecipato oltre 100 operatori specializzati della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica.
Gli arresti tra Padova, Treviso e Verona
Il Veneto è stato interessato direttamente dagli accertamenti. Due arresti in flagranza hanno riguardato persone residenti nelle province di Padova e Treviso, mentre a Verona un altro uomo è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Quest’ultimo, secondo RaiNews, avrebbe ricoperto un ruolo di amministratore all’interno della comunità Telegram utilizzata per lo scambio del materiale illecito.
Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, intervenendo il 17 settembre sull’esito dell’operazione, ha rivolto un ringraziamento alla Polizia di Stato e in particolare agli investigatori della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Padova. Nella nota regionale, Stefani ha riferito che due delle persone individuate dagli investigatori collegati alla Questura padovana erano state trovate in possesso complessivamente di oltre 5.600 file multimediali contenenti immagini di minori.
Sequestrati quasi 300 gigabyte di materiale illecito
Su scala nazionale, gli investigatori hanno individuato un patrimonio digitale molto più ampio: oltre 22mila video, 34mila immagini e circa 282,9 gigabyte di contenuti illeciti. Sono stati inoltre sequestrati circa 200 dispositivi tra smartphone, computer, tablet e hard disk. L’attività investigativa ha coinvolto anche organismi internazionali e ha aperto ulteriori verifiche su numerose utenze estere.
Nel suo intervento, Stefani ha definito pedofilia e pedopornografia reati “orrendi” e ha espresso gratitudine alle forze dell’ordine per il lavoro investigativo compiuto. Le posizioni delle persone coinvolte saranno valutate nelle successive fasi del procedimento giudiziario, secondo le garanzie previste dall’ordinamento e il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.