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Soccorso Alpino Veneto, 1.199 interventi nel 2025

05/05/2026

Soccorso Alpino Veneto, 1.199 interventi nel 2025

Il Soccorso Alpino e Speleologico Veneto ha chiuso il 2025 con 1.199 interventi di soccorso, 1.354 persone soccorse, 71 operazioni di ricerca e oltre 115mila ore-uomo effettuate, confermando un ruolo essenziale nella tutela di chi frequenta la montagna e gli ambienti impervi della regione.

Il ringraziamento del presidente Alberto Stefani

Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha rivolto parole di gratitudine alla delegazione veneta del Soccorso Alpino e Speleologico, definendo l’attività svolta una funzione salvavita di eccezionale utilità. Il bilancio presentato per il 2025 racconta un impegno costante, costruito attraverso interventi complessi, ricerche, recuperi e operazioni condotte spesso in condizioni ambientali difficili.

Secondo Stefani, donne e uomini del Soccorso Alpino Veneto rappresentano veri presìdi di sicurezza per escursionisti, alpinisti, speleologi e frequentatori della montagna. La loro presenza garantisce una risposta specializzata nei territori dove rapidità, competenza tecnica e conoscenza dell’ambiente possono fare la differenza tra una situazione risolta e un’emergenza dalle conseguenze gravi.

Un lavoro coordinato con il Suem 118

L’attività del Soccorso Alpino si è svolta in collaborazione con le centrali del Suem 118 di Pieve di Cadore, Padova, Treviso, Verona e Vicenza. Il dato delle 115.093 ore-uomo restituisce la dimensione di un lavoro articolato, fatto di preparazione, turni, addestramento, operazioni sul campo e disponibilità continua a intervenire quando arriva una richiesta di aiuto.

Stefani ha richiamato il valore di un lavoro di squadra ad altissima specializzazione, capace di mettere insieme tempestività, professionalità e coraggio. Gli interventi in montagna richiedono competenze tecniche precise, lucidità, capacità di valutare rischi e rapidità nelle decisioni, soprattutto quando le condizioni meteo, il terreno o l’orario rendono il recupero più complesso.

L’appello alla prudenza in montagna

Nel suo messaggio, il presidente ha ricordato che il modo più concreto per dimostrare riconoscenza ai soccorritori è affrontare la montagna con prudenza. Preparazione fisica, conoscenza dei percorsi, attrezzatura adeguata, attenzione alle condizioni meteo e consapevolezza dei propri limiti sono elementi indispensabili per ridurre i rischi.

Molti interventi, infatti, nascono da sottovalutazioni, scelte improvvisate o percorsi affrontati senza informazioni sufficienti. In questi casi il Soccorso Alpino è chiamato a intervenire per evitare conseguenze peggiori, assumendosi rischi personali per raggiungere chi si trova in difficoltà.

Il bilancio 2025 conferma quindi l’importanza di una struttura radicata, competente e pronta a operare nei contesti più delicati del territorio veneto. Alle donne e agli uomini del Cnsas va il riconoscimento istituzionale della Regione, insieme all’invito rivolto a tutti i frequentatori della montagna: vivere questi luoghi con rispetto, responsabilità e preparazione.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.