Veneto, occupazione in crescita a marzo: il turismo spinge le assunzioni
20/04/2026
Il mercato del lavoro veneto chiude il primo trimestre del 2026 con un saldo positivo che conferma una fase di tenuta e, in alcuni segmenti, di espansione. I dati elaborati da Veneto Lavoro attraverso la Bussola restituiscono un quadro che combina segnali di crescita e elementi di cautela, con un risultato complessivo che si colloca sopra quello registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.
Il saldo occupazionale dei primi tre mesi dell’anno si attesta a +23.100 posizioni di lavoro dipendente, un dato superiore rispetto alle 21.500 del 2025. A determinare questo andamento è stato in particolare il mese di marzo, che da solo registra un incremento di 16.100 posizioni, evidenziando una dinamica più intensa rispetto ai mesi precedenti. Una spinta che, secondo la lettura della Regione, va in parte collegata a un fattore stagionale preciso: l’anticipo delle festività pasquali.
Il turismo anticipa la stagione e sostiene la crescita
L’avvicinarsi della Pasqua ha infatti inciso in modo diretto sulla domanda di lavoro, soprattutto nei settori legati al turismo e ai servizi. Le assunzioni si sono concentrate già negli ultimi giorni di marzo, anticipando l’avvio della stagione primaverile e contribuendo a rafforzare il saldo occupazionale del mese. Il vicepresidente e assessore regionale al Lavoro, Lucas Pavanetto, sottolinea come questo elemento abbia avuto un peso rilevante, pur inserendosi in un contesto che mostra comunque una capacità di reazione del sistema economico regionale.
La crescita della domanda di lavoro risulta evidente sia su base mensile, con un aumento dell’11% a marzo, sia su base trimestrale, con un +6% complessivo. A beneficiare di questa dinamica sono in particolare alcune categorie di lavoratori, tra cui le donne e gli over 64, segno di un mercato che, almeno in questa fase, amplia la propria base di partecipazione.
Il part-time resta una componente significativa del sistema occupazionale veneto, rappresentando il 29,6% delle assunzioni totali. Il dato mostra tuttavia una lieve flessione rispetto al 2025, sia tra gli uomini sia tra le donne, indicando un possibile riequilibrio nella tipologia dei contratti attivati. Parallelamente cresce anche il numero delle cessazioni, soprattutto per fine termine, mentre i licenziamenti collettivi registrano un incremento più contenuto.
Criticità aperte tra edilizia, manifattura e competenze
Accanto ai segnali positivi, il quadro delineato dai dati evidenzia alcune fragilità che continuano a caratterizzare il mercato del lavoro regionale. Tra queste emerge il rallentamento del settore edilizio, che negli ultimi mesi mostra una dinamica meno vivace rispetto al passato recente, e l’andamento incerto di alcuni comparti del Made in Italy, tradizionalmente centrali per l’economia veneta.
Un nodo che resta strutturale riguarda la difficoltà nel reperire manodopera qualificata, una questione che incide sulla capacità delle imprese di rispondere alla domanda e di sostenere percorsi di crescita più stabili. È un tema che attraversa diversi settori e che richiede, come sottolineato dall’assessore Pavanetto, un’attenzione costante da parte delle istituzioni, chiamate a costruire strumenti più mirati per accompagnare la trasformazione del mercato del lavoro.
La fotografia che emerge dai dati della Bussola non consegna quindi un quadro univoco, ma una realtà articolata in cui la crescita occupazionale convive con elementi di instabilità e con sfide che restano aperte. Nei prossimi mesi sarà soprattutto la capacità di consolidare questi segnali, al di là delle spinte stagionali, a determinare la direzione del mercato del lavoro veneto e la sua tenuta in un contesto economico che continua a muoversi tra opportunità e incertezze.