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Vinitaly 2026, il Veneto si presenta con una vendemmia solida

13/04/2026

Vinitaly 2026, il Veneto si presenta con una vendemmia solida

Il Veneto si presenta a Vinitaly 2026 con un quadro complessivamente favorevole, sostenuto da una crescita della produzione di uva e vino, da rese in aumento e da un peso economico che continua a rendere il comparto vitivinicolo uno degli assi portanti dell’agricoltura regionale. I numeri dell’annata 2025 raccontano infatti un sistema capace di reggere anche in una stagione non semplice sotto il profilo climatico, mantenendo alta la qualità e consolidando il proprio ruolo nel panorama nazionale.

Accanto a questi segnali incoraggianti, resta però un elemento che invita alla prudenza: la lieve frenata dell’export, che pur attestandosi su livelli molto elevati, con 2,9 miliardi di euro, suggerisce la necessità di ripensare con lucidità le strategie commerciali internazionali. È su questo punto che il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha richiamato l’attenzione alla vigilia della manifestazione veronese, indicando come prioritario il rafforzamento della presenza su nuovi mercati e il consolidamento di quelli già esistenti.

Una vendemmia in crescita conferma il peso del vino veneto

I dati dell’ultima campagna evidenziano una crescita della produzione di uva del 6,8% e di quella di vino del 7%, accompagnata da un aumento delle rese del 4,8%. La superficie vitata regionale raggiunge i 104.398 ettari, con una prevalenza netta dei vitigni a bacca bianca, che rappresentano oltre i tre quarti del totale. Tra questi continua a distinguersi il glera, varietà simbolo di una parte decisiva della produzione veneta, con oltre 41 mila ettari coltivati e una crescita del 2%.

Dalla superficie produttiva, anch’essa in aumento, sono stati raccolti circa 14,7 milioni di quintali di uva, con una netta prevalenza della componente a bacca bianca. Il dato più eloquente riguarda la vocazione qualitativa del comparto: oltre 9,9 milioni di quintali rientrano nelle produzioni Docg, 1,5 milioni nelle Doc e 2,5 milioni nelle Igt. Anche sul fronte del vino finito, il Veneto conferma dimensioni rilevanti, con oltre 11,4 milioni di ettolitri prodotti, di cui più di 8,2 milioni riconducibili a Doc e Docg.

Treviso si mantiene la provincia leader, seguita da Verona e Venezia, a conferma di una geografia produttiva ormai consolidata e profondamente intrecciata all’identità economica e paesaggistica della regione. Il valore complessivo della produzione vitivinicola raggiunge 1 miliardo e 789 milioni di euro, pari al 23,1% dell’intera agricoltura veneta, dato che da solo basta a spiegare quanto il vino continui a rappresentare una leva strategica per l’economia regionale.

Export, sostenibilità e promozione internazionale al centro di Vinitaly

Il rallentamento dell’export, pur contenuto a un -1,2%, viene letto dalla Regione come un segnale da non sottovalutare. Il Veneto continua a rappresentare quasi il 38% dell’intero export vinicolo italiano, mantenendo dunque una forza commerciale impressionante, ma il contesto internazionale e le tensioni geopolitiche rendono più evidente la necessità di diversificare gli sbocchi commerciali e ridurre la dipendenza da singole aree.

Stefani ha sottolineato anche un altro passaggio decisivo: la sostenibilità economica delle imprese. I prezzi medi delle uve restano sostanzialmente stabili, mentre cala lievemente il numero delle aziende attive. In questo scenario, investire in innovazione, difesa fitosanitaria e promozione non è soltanto una scelta utile, ma una condizione necessaria per mantenere competitività nel lungo periodo, soprattutto in presenza di criticità come la variabilità climatica, la peronospora e la flavescenza dorata.

È dentro questa cornice che si inserisce la presenza del Veneto a Vinitaly, con uno stand che ospita 400 aziende e racconta, anche attraverso il claim “The land of wine”, il legame tra paesaggio, viticoltura, cultura e capacità produttiva. L’inaugurazione ufficiale è stata domenica 12 aprile alle 13. Nel programma trovano spazio degustazioni, incontri istituzionali, appuntamenti per tecnici e media, ma anche una narrazione più ampia del territorio regionale, capace di tenere insieme grandi vini, nicchie produttive, turismo, sport e patrimonio culturale. Un’immagine articolata, ambiziosa, che il Veneto porta in fiera con la consapevolezza dei risultati ottenuti e con la necessità di prepararsi a un mercato sempre più esigente e competitivo.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to