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Dolo, aggressione al pronto soccorso: feriti infermiera, autista Suem e guardia

21/04/2026

Dolo, aggressione al pronto soccorso: feriti infermiera, autista Suem e guardia

Un nuovo episodio di violenza in ospedale riporta l’attenzione sulla sicurezza nei pronto soccorso del Veneto. Tra sabato e domenica, al pronto soccorso dell’ospedale di Dolo, un giovane arrivato in struttura per farsi medicare una frattura al setto nasale riportata durante una rissa ha aggredito il personale presente, colpendo un’infermiera, un autista del Suem e una guardia con sputi, calci e percosse. A intervenire sull’accaduto è stato il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, che ha espresso una dura condanna per quanto avvenuto e la vicinanza agli operatori coinvolti.

La condanna della Regione dopo l’aggressione al pronto soccorso

Stefani ha definito l’episodio avvenuto a Dolo un fatto gravissimo, tornando a richiamare il tema delle aggressioni contro il personale sanitario, che continua a presentarsi con una frequenza allarmante nei presìdi di emergenza. Nel suo intervento, il presidente ha sottolineato come la violenza abbia colpito ancora una volta un luogo deputato alla cura e all’assistenza, uno spazio che dovrebbe restare protetto e sottratto a qualsiasi forma di intimidazione o sopraffazione.

Il riferimento diretto è agli operatori che, anche in condizioni di forte pressione, continuano a garantire interventi sanitari e supporto ai cittadini. Per la Regione, quanto accaduto a Dolo non riguarda soltanto le persone ferite durante l’aggressione, ma investe più in generale il tema della tutela di chi lavora ogni giorno nei reparti più esposti. Da qui il messaggio di solidarietà rivolto all’infermiera, all’autista soccorritore e alla guardia coinvolti, accompagnato dagli auguri di pronta guarigione.

“Colpiti coloro che ogni giorno si prendono cura degli altri”

Nelle dichiarazioni diffuse dopo l’episodio, Stefani ha insistito su un punto preciso: a pagare il prezzo di queste esplosioni di violenza sono troppo spesso professionisti che svolgono il loro compito con senso del dovere e responsabilità. Medici, infermieri, operatori sociosanitari e addetti dell’emergenza, ha osservato, si trovano a lavorare in contesti dove la tensione è alta, i tempi sono serrati e il contatto con situazioni difficili è quotidiano.

Il presidente veneto ha collegato l’aggressione di Dolo a un quadro più ampio, nel quale gli episodi contro il personale sanitario si stanno moltiplicando. Una dinamica che pesa non soltanto sul piano umano, ma anche sull’organizzazione dei servizi, perché colpisce categorie professionali già chiamate a sostenere ritmi elevati e condizioni operative complesse.

Le misure annunciate: oltre 60 milioni per il personale dell’emergenza-urgenza

Accanto alla condanna politica e istituzionale, Stefani ha richiamato anche le misure messe in campo dalla Regione per sostenere chi opera nei servizi di emergenza-urgenza. Il presidente ha ricordato lo stanziamento di oltre 60 milioni di euro destinato alle indennità per il personale impegnato in questo settore, con un intervento che riguarda circa 3.200 lavoratori del sistema sanitario regionale.

Tra i destinatari figurano infermieri, operatori sociosanitari, autisti soccorritori e personale amministrativo. L’obiettivo dichiarato è riconoscere la particolare gravosità del lavoro svolto nei pronto soccorso e nei servizi collegati, ambienti nei quali al carico professionale si aggiunge, con sempre maggiore evidenza, anche il rischio concreto di subire aggressioni. L’episodio avvenuto a Dolo riapre dunque un fronte che il Veneto, come altre regioni, si trova a fronteggiare con crescente urgenza.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.