Padova, neonato salvato al telefono dal Suem 118
27/04/2026
Un neonato di nove mesi è tornato a respirare dopo aver ingerito accidentalmente un oggetto, grazie alle indicazioni fornite al telefono da un infermiere della Centrale operativa del Suem 118 di Padova e alla prontezza della madre, che ha eseguito passo dopo passo le manovre di disostruzione pediatrica prima dell’arrivo dell’ambulanza.
La chiamata d’emergenza e le manovre guidate a distanza
Il bambino aveva smesso di respirare dopo l’ostruzione delle vie aeree. In quei minuti di forte tensione, la madre ha chiamato i soccorsi e si è messa in contatto con la Centrale operativa della UOC Suem 118 dell’Azienda Ospedale-Università di Padova, diretta dal dottor Andrea Paoli. A rispondere è stato l’infermiere Gianluca Trevisan, che ha compreso immediatamente la gravità della situazione e ha guidato la donna nelle manovre necessarie.
Le istruzioni sono state impartite al telefono con precisione, mentre la madre, pur dentro un momento drammatico, è riuscita a mantenere la lucidità sufficiente per eseguire ogni passaggio. La tempestività della chiamata e la corretta applicazione delle manovre hanno permesso di liberare le vie aeree del neonato prima ancora che il mezzo di soccorso raggiungesse l’abitazione.
Il bambino fuori pericolo prima dell’arrivo dell’ambulanza
Quando l’équipe sanitaria è arrivata sul posto, il piccolo era già fuori pericolo. L’intervento coordinato dalla centrale padovana ha così evitato conseguenze che avrebbero potuto essere gravissime, confermando il ruolo decisivo degli operatori dell’emergenza anche nelle situazioni in cui il primo soccorso deve essere attivato a distanza, attraverso la voce e la capacità di mantenere il controllo.
Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha commentato il salvataggio parlando di una notizia capace di restituire fiducia e riconoscenza verso la sanità di emergenza. Il governatore ha ringraziato l’infermiere Trevisan, il dottor Paoli e l’intera équipe del Suem 118 di Padova, evidenziando il valore professionale di chi ogni giorno opera nelle centrali operative e sui mezzi di soccorso.
Stefani: “Il Veneto è orgoglioso di entrambi”
Nel suo messaggio, Stefani ha rivolto parole di apprezzamento anche alla madre del bambino, definendola coraggiosa per aver saputo chiedere aiuto e seguire con precisione le indicazioni ricevute. Il caso richiama l’importanza della formazione degli operatori, della rapidità nella risposta alle emergenze e della collaborazione tra cittadini e sistema sanitario nei momenti in cui ogni secondo può fare la differenza.
Il presidente ha rivolto infine un pensiero affettuoso al neonato e alla sua famiglia, sottolineando come episodi di questo tipo rendano visibile la forza concreta del sistema di emergenza-urgenza veneto: una rete fatta di tecnologia, procedure, competenza professionale e persone capaci di intervenire con prontezza anche nelle condizioni più difficili.
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