Veneto, 3 milioni alle imprese con il bando Artigiano 2026
30/07/2026
La Regione Veneto mette a disposizione 3 milioni di euro per sostenere gli investimenti delle imprese artigiane attraverso il bando “Il Veneto Artigiano. Anno 2026”. Il provvedimento, approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico Massimo Bitonci, prevede contributi a fondo perduto destinati all’acquisto di macchinari, attrezzature, tecnologie digitali, sistemi di sicurezza e impianti alimentati da fonti rinnovabili.
Due linee di finanziamento da 1,5 milioni ciascuna
Le risorse saranno ripartite in misura uguale tra due distinti canali. La Linea Ordinaria, rivolta alla generalità delle imprese artigiane venete, potrà contare su 1,5 milioni di euro. La stessa somma sarà riservata alla Linea Maestri Artigiani, dedicata alle attività iscritte nell’apposito elenco regionale.
Il contributo coprirà il 30 per cento delle spese ritenute ammissibili. Per la Linea Ordinaria l’agevolazione potrà raggiungere un massimo di 60mila euro, mentre per le imprese guidate dai Maestri Artigiani il limite è fissato a 30mila euro.
La misura dà attuazione alla legge regionale 34 dell’8 ottobre 2018 e punta a sostenere l’ammodernamento delle aziende, la crescita organizzativa e l’introduzione di strumenti capaci di migliorare produttività e competitività.
Il presidente della Regione, Alberto Stefani, ha definito l’artigianato veneto un patrimonio fondato sulla capacità di trasformare competenze, creatività e lavoro manuale in valore economico e sociale. Il nuovo stanziamento intende accompagnare le attività nelle trasformazioni tecnologiche e produttive, preservando al tempo stesso conoscenze tramandate tra diverse generazioni.
Finanziabili macchinari, software, e-commerce e rinnovabili
Le imprese potranno utilizzare i contributi per acquistare macchinari, impianti produttivi, attrezzature, dispositivi hardware e programmi informatici. Tra le spese finanziabili rientrano anche la progettazione e la realizzazione di siti internet e piattaforme di commercio elettronico.
Il bando comprende inoltre opere murarie collegate agli investimenti aziendali, sistemi per la sicurezza dei luoghi di lavoro e interventi destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Le spese dovranno essere funzionali alla crescita dell’attività e alla sua transizione tecnologica, energetica oppure organizzativa.
Particolare attenzione sarà riservata ai Maestri Artigiani, considerati dalla Regione figure centrali per la tutela delle professionalità specialistiche e per il trasferimento delle competenze ai lavoratori più giovani.
Domande aperte dall’8 al 29 settembre 2026
Potranno partecipare le imprese con una sede operativa in Veneto e regolarmente iscritte all’Albo delle imprese artigiane. Le richieste dovranno essere trasmesse esclusivamente online, utilizzando il Sistema Informativo Unificato della Programmazione Unitaria della Regione, conosciuto come SIU.
La piattaforma accetterà le domande a partire dalle 10 dell’8 settembre 2026. Il termine finale è fissato alle 12 del 29 settembre 2026. Le imprese interessate dovranno predisporre la documentazione relativa agli interventi programmati e alle spese per le quali viene richiesto il contributo.
L’assegnazione non seguirà l’ordine cronologico di presentazione, ma avverrà attraverso una graduatoria. La valutazione premierà i progetti capaci di produrre ricadute positive sul lavoro, sulla qualificazione professionale e sulla sostenibilità delle attività.
Tra i criteri indicati figurano la creazione di occupazione stabile, l’assunzione di giovani, ricercatori e persone con disabilità, la presenza di imprese giovanili o femminili e l’introduzione di soluzioni destinate a favorire la conciliazione tra vita privata e attività lavorativa.
Secondo l’assessore Bitonci, il bando permetterà alle aziende di affrontare investimenti necessari per innovare strutture e processi. L’intervento regionale punta inoltre a rafforzare un comparto diffuso in tutte le province venete e capace di generare occupazione, produzione e servizi anche nei centri di dimensioni minori.
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