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Veneto, campagna sulle Case della Comunità: 99 strutture completate

03/09/2026

Veneto, campagna sulle Case della Comunità: 99 strutture completate

La Regione del Veneto avvia una nuova campagna di comunicazione dedicata alle Case della Comunità, con l’obiettivo di spiegare ai cittadini quali servizi offrono, come accedervi e quando rivolgersi alla sanità territoriale invece che al Pronto Soccorso. L’iniziativa, presentata il 3 settembre 2026 al Lido di Venezia durante la Mostra del Cinema, coinvolgerà tutte le Ulss attraverso spot televisivi, materiali informativi, canali digitali e campagne locali. In Veneto sono state progettate 102 Case della Comunità e, alla scadenza del 30 giugno 2026, 99 strutture risultavano completate.

Tre spot per spiegare servizi e modalità di accesso

Il cuore della campagna è costituito da tre video realizzati con testimonial diversi, scelti per raccontare in modo diretto il funzionamento della nuova rete territoriale. Uno degli spot vede il presidente della Regione Alberto Stefani dialogare con Barutz, interprete del personaggio di “nonna Marisa”, sul tema della scelta della struttura sanitaria più adatta alle proprie necessità.

Nel secondo filmato l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa incontra Mirko Bernardinello, primo paziente in Italia sottoposto a trapianto da donatore a cuore fermo per mano dello stesso Gerosa. La scena è ambientata in una Casa della Comunità durante una visita di controllo, utilizzata per mostrare il ruolo delle strutture nell’assistenza programmata e di prossimità.

Il terzo spot ha come protagonista Georgette Polizzi, artista e influencer che racconta la propria esperienza con la sclerosi multipla e l’utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico nella gestione delle informazioni sanitarie e dei percorsi di cura.

Focus sul numero 116117 e sul Fascicolo Sanitario Elettronico

La campagna punta anche a far conoscere il 116117, numero unico destinato alle richieste di assistenza sanitaria non urgente. La Regione intende favorirne un utilizzo più diffuso per orientare correttamente i cittadini e ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso.

Un altro strumento al centro dell’iniziativa è il Fascicolo Sanitario Elettronico, che raccoglie digitalmente informazioni e documenti sanitari del cittadino. Il fascicolo può essere consultato dal paziente e, nel rispetto delle autorizzazioni previste, dai professionisti sanitari coinvolti nell’assistenza.

La comunicazione sarà articolata in due fasi. La prima servirà a far conoscere le Case della Comunità, il numero 116117 e il Fascicolo Sanitario Elettronico. La seconda sarà invece declinata a livello locale dalle singole Ulss e fornirà informazioni operative sulle sedi, sui servizi disponibili e sulle modalità di accesso, anche attraverso pagine digitali dedicate.

Solo il 24% conosce la Casa della Comunità più vicina

Prima del lancio della campagna è stato realizzato un sondaggio sulla percezione della sanità territoriale in Veneto. I risultati mostrano che l’80% degli intervistati ha utilizzato servizi sanitari pubblici negli ultimi dodici mesi, mentre il 57% ritiene che l’assistenza territoriale risponda ai propri bisogni.

La conoscenza delle Case della Comunità rimane però limitata. Il 43% degli intervistati dichiara di averne sentito parlare, ma soltanto il 24% conosce la struttura più vicina al proprio territorio.

Il sondaggio segnala allo stesso tempo una disponibilità positiva verso il nuovo modello: il 67% utilizzerebbe una Casa della Comunità se fosse presente nel proprio Comune, l’80% valuta favorevolmente la loro realizzazione e l’81% considera necessario investire nella sanità territoriale.

In Veneto progettate 102 Case della Comunità

Le Case della Comunità rientrano negli interventi previsti dalla Missione 6 del PNRR e dal Decreto ministeriale 77 del 2022. In Veneto sono state progettate complessivamente 102 strutture e, secondo i dati regionali, 99 erano state completate entro il 30 giugno 2026, superando l’obiettivo nazionale assegnato alla Regione.

La fase successiva riguarda l’attivazione progressiva dei servizi nelle diverse Ulss. Le strutture sono pensate come punti territoriali di assistenza sanitaria e sociosanitaria, con la presenza di medici, infermieri di famiglia e di comunità, specialisti ambulatoriali e altre figure professionali.

Tra i servizi previsti figurano orientamento e assistenza attraverso il Punto Unico di Accesso, prenotazioni integrate con il CUP, esami diagnostici di base per il monitoraggio delle patologie croniche, come elettrocardiogrammi, spirometrie ed ecografie, oltre a prelievi, programmi di prevenzione, screening e vaccinazioni.

In base all’organizzazione territoriale possono essere presenti anche visite specialistiche in ambito cardiologico, diabetologico e pneumologico, oltre a collegamenti con l’assistenza domiciliare e con i servizi sociali.

Regione e Ulss puntano sull’informazione ai cittadini

Stefani ha spiegato che la scelta dei testimonial mira a raggiungere fasce di pubblico differenti e a rendere più riconoscibile il nuovo modello di assistenza territoriale. Gerosa ha invece sottolineato la necessità di far conoscere funzioni e ubicazione delle strutture dopo il completamento della fase edilizia.

La campagna sarà diffusa attraverso televisioni locali, stampa, materiali sul territorio e canali digitali, mentre le Ulss avranno il compito di adattare le informazioni alle caratteristiche delle singole aree. L’obiettivo operativo è orientare i cittadini verso il servizio più appropriato, rendendo più chiaro il ruolo delle Case della Comunità nella gestione dei bisogni sanitari che possono essere affrontati fuori dall’ospedale.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to