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Venezia, immobili dismessi: riuso temporaneo fino a 5 anni

30/09/2026

Venezia, immobili dismessi: riuso temporaneo fino a 5 anni

Negozi sfitti, ex officine, magazzini, uffici e capannoni inutilizzati potrebbero tornare a ospitare attività per un periodo massimo di cinque anni. La Giunta comunale di Venezia ha approvato il 29 settembre una proposta sul riuso temporaneo degli immobili dismessi o sottoutilizzati, con l’obiettivo di contrastare degrado e abbandono senza introdurre trasformazioni urbanistiche permanenti. Il provvedimento, illustrato dal sindaco Simone Venturini e dall’assessore all’Urbanistica Paolo Romor, passa ora all’esame del Consiglio comunale.

Spazi per lavoro, artigianato, cultura e servizi

La proposta riguarda l’intero territorio comunale, dalla terraferma alla città storica fino alle isole. Tra gli immobili potenzialmente interessati figurano locali commerciali vuoti, strutture produttive, ex attività artigianali, magazzini e uffici oggi privi di una funzione o utilizzati soltanto in parte.

Le possibili destinazioni temporanee comprendono coworking, incubatori per nuove imprese, laboratori artigianali, FabLab, attività legate all’economia circolare, servizi di prossimità, spazi per il welfare di quartiere, aule studio, formazione, ricerca, temporary shop, esposizioni, sale prova e iniziative culturali. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è utilizzare gli immobili già esistenti evitando nuovo consumo di suolo.

Durata massima di cinque anni e interventi reversibili

Il riuso potrà avere una durata iniziale non superiore a tre anni, con la possibilità di una sola proroga per altri due. Il limite complessivo sarà quindi di cinque anni. Gli interventi dovranno essere, per quanto tecnicamente possibile, reversibili e rimovibili, così da consentire il ripristino dell’immobile alla scadenza della convenzione.

L’utilizzo temporaneo non produrrà inoltre alcun diritto automatico a ottenere successivamente una diversa destinazione urbanistica permanente. Gli usi turistico-ricettivi resteranno esclusi nei casi e secondo i limiti previsti dalla normativa applicabile.

Sicurezza e vincoli anche nella città storica

La disciplina temporanea non comporterà deroghe alle norme su igiene, salute, prevenzione incendi, accessibilità, sicurezza degli impianti e tutela dei lavoratori. Ogni progetto sarà valutato anche in relazione agli effetti sul quartiere e sui sistemi di mobilità.

Particolare attenzione sarà richiesta per gli interventi nella città storica e nelle isole, dove dovranno essere considerati vincoli di tutela, caratteristiche morfologiche degli edifici, fragilità dei contesti e specificità della mobilità e della logistica acquea.

Dopo il Consiglio comunale arriverà un avviso pubblico

Se il Consiglio approverà la proposta, il passaggio successivo sarà la pubblicazione di uno specifico avviso per raccogliere le candidature. Tra i criteri di valutazione figurano il beneficio per la comunità, il recupero effettivo di immobili vuoti, il contrasto al degrado, la capacità di generare nuovi servizi e attività, la sostenibilità e la compatibilità con il contesto urbano.

Dopo l’istruttoria degli uffici, ciascun progetto tornerà alla Giunta per l’eventuale approvazione. Le attività autorizzate saranno regolate da convenzioni che definiranno durata, obblighi, interventi consentiti, controlli, garanzie e modalità di ripristino. Gli immobili coinvolti confluiranno inoltre nell’elenco pubblico denominato “Luoghi del Riuso”.

La proposta si aggiunge ai precedenti bandi sul riuso

Il nuovo strumento si affianca alle politiche già avviate dal Comune per il recupero del patrimonio edilizio. Il “Bando Riuso n. 1”, dedicato agli edifici rurali non più utilizzati per attività agricole, aveva raccolto 22 manifestazioni di interesse, di cui 20 giudicate coerenti con i criteri previsti. Il successivo “Bando Riuso n. 2”, rivolto agli edifici produttivi dismessi in area agricola, ne aveva raccolte 13.

La nuova proposta introduce però un meccanismo differente: nessuna trasformazione definitiva, ma la possibilità di sperimentare per alcuni anni un nuovo utilizzo, verificandone l’effettiva utilità prima di eventuali scelte urbanistiche future.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.