Caricamento...

NotizieVeneto Logo NotizieVeneto

Veneto, assistente di plesso per gli studenti con disabilità

04/08/2026

Veneto, assistente di plesso per gli studenti con disabilità

Un monitoraggio regionale dell’assistenza scolastica e la sperimentazione dell’assistente di plesso per rendere più flessibile il sostegno agli alunni con disabilità. Sono le principali novità del modello approvato dalla Giunta del Veneto su proposta dell’assessora al Sociale Paola Roma. Il provvedimento riguarda le scuole statali e paritarie e punta a ridurre le differenze territoriali, verificare il rapporto tra ore richieste e assegnate e aggiornare l’organizzazione dei servizi socioassistenziali ed educativi.

Una mappatura dei servizi nell’anno scolastico 2026-2027

Il monitoraggio sarà predisposto dalla Direzione regionale Servizi sociali, Terzo settore e Sport e trasmesso alle Aziende Ulss entro il 31 ottobre 2026. La rilevazione prenderà in esame i servizi attivati durante l’anno scolastico 2026-2027.

La Regione raccoglierà dati sul numero degli studenti seguiti, sulle ore di assistenza richieste dalle scuole e su quelle effettivamente riconosciute. Saranno analizzate anche le risorse economiche utilizzate, le professionalità impiegate e la classificazione dei bisogni assistenziali.

La ricognizione comprenderà operatori sociosanitari, educatori e addetti alla comunicazione. Le informazioni serviranno a confrontare i diversi modelli adottati sul territorio e a verificare se le risorse disponibili vengono organizzate in modo coerente con i Piani educativi individualizzati degli studenti.

Attualmente il servizio è delegato dai Comuni alle Aziende Ulss, che curano la valutazione dei minori e raccolgono le richieste di personale presentate dagli istituti. L’aumento dei bisogni assistenziali ha però evidenziato differenze nella gestione e nell’accesso ai servizi tra le diverse aree del Veneto.

Un gruppo tecnico definirà il nuovo modello regionale

Per elaborare una proposta organizzativa uniforme sarà costituito un gruppo di lavoro tecnico-scientifico. Ne faranno parte rappresentanti delle Ulss, dei Comuni, dell’Ufficio scolastico regionale, delle Università e delle associazioni delle famiglie.

Il gruppo dovrà presentare entro il 31 maggio 2027 una proposta definitiva per il nuovo modello operativo regionale. Il lavoro partirà dai dati raccolti durante il monitoraggio e dalle esigenze segnalate dagli studenti, dalle famiglie, dagli istituti scolastici e dai servizi territoriali.

L’intervento si colloca nel percorso nazionale di riforma della disabilità e nella costruzione del progetto di vita individuale. L’obiettivo regionale è collegare l’assistenza svolta a scuola con gli altri interventi educativi, sanitari e sociali destinati alla persona.

Come funzionerebbe l’assistente di plesso

La principale innovazione proposta è l’introduzione sperimentale dell’assistente di plesso o di istituto. A differenza del modello fondato esclusivamente sull’assegnazione individuale delle ore, questa figura potrebbe operare in maniera flessibile all’interno dello stesso edificio scolastico, intervenendo a favore di più studenti in base alle necessità.

La presenza stabile dell’operatore dovrebbe permettere di coprire l’intero orario scolastico, affrontare emergenze e gestire situazioni assistenziali complesse. Tra i possibili ambiti di intervento figurano il supporto durante gli spostamenti, l’assistenza agli alunni con disturbi comportamentali gravi e la gestione dei casi caratterizzati da rischi sanitari elevati.

Il modello potrebbe risultare utile soprattutto nei plessi collocati in aree isolate, dove l’organizzazione del personale incontra maggiori difficoltà. Secondo l’assessora Roma, la figura è inoltre coerente con il disegno di legge in discussione al Senato sull’assistente all’autonomia e alla comunicazione nelle scuole italiane.

Ore riunite in un monte complessivo di istituto

In attesa della definizione del modello definitivo, la Regione ha chiesto alle Aziende Ulss di accorpare, quando possibile, le ore assegnate ai singoli alunni in un unico monte ore di istituto. La disposizione deve essere applicata già dall’avvio dell’anno scolastico.

La soluzione punta a garantire una presenza più continuativa degli operatori e una gestione adattabile alle necessità quotidiane. Il fabbisogno indicato per ciascun alunno dovrà comunque essere rispettato, evitando che l’accorpamento comporti una riduzione dell’assistenza prevista.

Paola Roma ha spiegato che il nuovo percorso intende individuare le criticità strutturali e costruire regole condivise. La finalità è assicurare opportunità omogenee agli studenti con disabilità, indipendentemente dalla provincia o dal Comune di residenza, sostenendo autonomia, relazioni e partecipazione alla vita scolastica.

Fabiana Fissore Avatar
Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.