Veneto, firme per tutelare Erasmus Giovani Imprenditori
06/08/2026
Una raccolta di firme per chiedere alle istituzioni europee di garantire continuità, autonomia e risorse adeguate al programma Erasmus for Young Entrepreneurs nel bilancio dell’Unione successivo al 2027. L’iniziativa è promossa da Unioncamere del Veneto insieme a Materahub e Microfinanza Srl, attraverso una lettera aperta indirizzata alla Commissione europea, al Parlamento europeo e ai rappresentanti degli Stati membri.
La richiesta alle istituzioni europee
Le organizzazioni firmatarie chiedono che Erasmus for Young Entrepreneurs, conosciuto con l’acronimo EYE, venga riconosciuto esplicitamente nel prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea. Il programma dovrebbe mantenere una propria identità all’interno del futuro Fondo europeo per la competitività, evitando di essere assorbito in strumenti finanziari più ampi e privi di regole specifiche.
La lettera sollecita il mantenimento dell’indipendenza operativa di EYE, delle sue modalità di candidatura e del sistema di accompagnamento assicurato dalle organizzazioni intermediarie presenti nei diversi territori. Questi soggetti selezionano e preparano i partecipanti, costruiscono gli abbinamenti tra imprenditori, seguono gli scambi e offrono assistenza anche dopo la conclusione dell’esperienza.
Tra le richieste figura inoltre un aumento delle risorse, necessario secondo i promotori per rispondere alla domanda dei giovani interessati ad avviare un’impresa e sostenere la transizione digitale e ambientale dell’economia europea.
Oltre 15mila scambi imprenditoriali dal 2009
Avviato nel 2009, il programma mette in contatto aspiranti o nuovi imprenditori con titolari di aziende già consolidate in altri Paesi. L’esperienza consente ai partecipanti di acquisire competenze gestionali, conoscere nuovi mercati e sviluppare collaborazioni professionali attraverso un periodo di affiancamento all’estero.
Secondo i dati riportati nella lettera, oltre 37mila imprenditori sono stati ammessi al programma e sono stati realizzati più di 15mila scambi transfrontalieri in 43 Paesi. L’87% delle startup fondate dagli ex partecipanti risulterebbe ancora attivo, a fronte di un tasso medio europeo di sopravvivenza a tre anni indicato nel documento al 57%.
Il 64% dei nuovi imprenditori coinvolti avrebbe esteso la propria attività ai mercati internazionali, mentre il 65% degli imprenditori ospitanti avrebbe ampliato le operazioni oltre i confini nazionali. Più del 90% dei titolari delle imprese ospitanti dichiara inoltre che l’ingresso dei partecipanti ha contribuito allo sviluppo di prodotti, servizi o strategie digitali.
Opportunità anche per giovani con minori risorse
I promotori evidenziano il ruolo del programma nell’accesso all’imprenditorialità da parte di persone prive di capitale iniziale, reti professionali o precedenti esperienze aziendali. Il modello permette di lavorare al fianco di un imprenditore esperto, acquisendo conoscenze pratiche sulla gestione di un’attività, sulle possibilità di finanziamento e sulle regole dei mercati esteri.
La lettera richiama anche il valore inclusivo dell’iniziativa. Le donne rappresentano il 52% dei nuovi imprenditori ammessi e il programma viene indicato come uno strumento accessibile a giovani fuori dai percorsi di studio e lavoro, persone provenienti da aree rurali o marginali, cittadini con background migratorio e soggetti esposti al rischio di esclusione economica.
Unioncamere del Veneto, Materahub e Microfinanza chiedono quindi che la missione educativa e sociale di EYE sia riconosciuta formalmente dall’Unione europea. La raccolta di adesioni punta a coinvolgere organizzazioni imprenditoriali, reti dell’innovazione, comunità di startup e soggetti che operano a sostegno delle piccole e medie imprese.
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